SOMMARIO – Finanza & Fisco n. 23 del 2016

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Commenti

Nuove dichiarazioni integrative a favore previste dal D.L. Fiscale convertito. Brevi note e casi pratici

di Nicolò Li Causi e Debora Ricco

 

Per la Suprema Corte il cumulo giuridico si applica anche agli omessi versamenti

di Elia Orsi

 

Redditometro. Con la sentenza n. 21143/2016 della Cassazione un non condivisibile ritorno al passato

di Alvise Bullo e Elena De Campo

 

Giurisprudenza

Corte Suprema di Cassazione:

Sezioni Civili Tributarie

Inagibilità ed inutilizzabilità dell’immobile
Riduzioni IMU/ICI

Riduzione ICI del 50% per inagibilità ed inutilizzabilità: spetta anche senza denuncia se lo stato dell’immobile è noto al Comune

Corte Suprema di Cassazione – Sezione Civile Tributaria – Sentenza n. 18453 del 21 settembre 2016: «ICI (Imposta comunale sugli immobili) – Stato di inagibilità ed inutilizzabilità dell’immobile – Riduzione dell’imposta nella misura del 50 per cento ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. n. 504 del 1992 – Mancata richiesta del contribuente – Irrilevanza – Fondamento – Condizioni – Conoscenza dello stato dell’immobile da parte del Comune – Art. 8 del D.Lgs. 30/12/1992, n. 504 – Art. 6, comma 4, della L. 27/07/2000, n. 212»

 

Accertamento sintetico e redditometro
Prova contraria del contribuente

Redditometro: la presunzione di capacità contributiva qualificata come “legale” limita i poteri del giudice tributario

Corte Suprema di Cassazione – Sezione V Civile Tributaria – Sentenza n. 21143 del 19 ottobre 2016: «ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI – Rettifica delle dichiarazioni – Accertamento con metodo sintetico – Cosiddetto redditometro – Capacità contributiva – Elementi indicativi – Presunzione legale ex art. 2728 c.c. – Portata – Disconoscimento della presunzione da parte del giudice tributario – Esclusione – Art. 38 del D.P.R. 29/09/1973, n. 600»

 

Accertamento sintetico per acquisto di terreno dal genitore: confermata la prova contraria senza limiti e l’applicabilità della presunzione di liberalità ex art. 26 D.P.R. n. 131/86 a favore del contribuente

Corte Suprema di Cassazione – Sezione Civile Tributaria – Sentenza n. 21142 del 19 ottobre 2016: «CONTENZIOSO TRIBUTARIO – Procedimento di appello – Atto di appello – Contenuto – Motivi dell’impugnazione – Amministrazione finanziaria – Riproposizione della motivazione dell’avviso di accertamento – Onere di impugnazione specifica ex art. 53 D.Lgs. n. 546 del 1992 – Assolvimento – Sussistenza • ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI – Accertamento sintetico e redditometro – Presunzione di liberalità ex art. 26 D.P.R. n. 131 del 1986 – Validità della stessa ai fini dell’imposta di registro – Applicabilità ad altri tributi – Possibilità – Limiti – Obblighi motivazionali del giudice • ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI – Accertamento sintetico e redditometro – Accertamento del reddito complessivo netto delle persone fisiche determinato sinteticamente – Determinazione sintetica – Spesa per incrementi patrimoniali – Prova contraria del contribuente – Presunzione relativa di reddito – Facoltà del contribuente di provare il contrario – Sussistenza – Portata – Art. 38, commi 5 e 6, del D.P.R. 29/09/1973, n. 600»

 

Pasti ai dipendenti
Assimilazione ai servizi di mensa

Somministrazione di pasti ai dipendenti di alberghi o ristoranti: non è soggetta ad IVA e non costituisce ricavo a “valore normale” per l’impresa

Corte Suprema di Cassazione – Sezione Civile Tributaria – Sentenza n. 21290 del 20 ottobre 2016: «IMPOSTE SUI REDDITI – Redditi di impresa – Ricavi afferenti il reddito d’impresa il valore normale – Pasti consumati dai dipendenti – Computo – Esclusione per un’impresa di ristorazione – IVA (Imposta sul valore aggiunto) -Oggetto – Attività di bar, ristorante, albergo – Cessione di Beni – Pasti consumati dai propri dipendenti (cuochi, camerieri, operai) – Somministrazione per il consumo ai dipendenti – Cessione gratuita di beni – Configurabilità – Esclusione – Conseguenze – Art. 3 comma 3, del D.P.R. 26/10/1972, n. 633 – Art. 18, comma 3, del D.P.R. 26/10/1972, n. 633»

 

Contenuto della sentenza
Vizi motivazionali

La sentenza della C.T.R. completamente carente dell’illustrazione delle critiche mosse dall’appellante alla statuizione di primo grado è nulla

Corte Suprema di Cassazione – Sezione VI Civile – T – Ordinanza n. 22693 dell’8 novembre 2016: «CONTENZIOSO TRIBUTARIO – Procedimento – Sentenza – Contenuto – Motivazione – Vizi di motivazione – Ricorso per cassazione -Difetto assoluto o motivazione apparente – Nozione – Art. 36, del D.Lgs. 31/12/1992, n. 546 – Artt. 132, comma 2, n. 4 c.p.c. – Art. 360, n. 4 c.p.c. • CONTENZIOSO TRIBUTARIO – Procedimento – Sentenza – Contenuto – Motivazione – Sentenza di appello – Illustrazione delle critiche mosse dall’appellante alla statuizione di primo grado – Necessità – Motivazione “per relationem” – Riferimento alla sentenza di primo grado – Legittimità – Limiti»

 

Eredità con beneficio di inventario
Riflessi sui debiti tributari

“Ridotta” la responsabilità dell’erede accettante con beneficio di inventario per il debito d’imposta imputabile al “de cuius

Corte Suprema di Cassazione – Sezione Civile Tributaria – Sentenza n. 23019 dell’11 novembre 2016: «SUCCESSIONI “MORTIS CAUSA” – Disposizioni generali – Accettazione dell’eredità – Con beneficio di inventario – Accettante con beneficio d’inventario – Erede – Qualifica – Sussistenza – Effetti – Debito di imposta per IRPEF – Debenza nei limiti dei beni lasciati dal de cuius – Artt. 470 e 490 c.c. • SUCCESSIONI “MORTIS CAUSA” – ACCERTAMENTO, LIQUIDAZIONE E RISCOSSIONE DI IMPOSTE SUI REDDITI – Accettazione con beneficio d’inventario – Esclusione della responsabilità dell’erede “ultra vires” – Opponibilità all’erario – Sussistenza – Esigibilità dell’imposta prima della chiusura della procedura di liquidazione dell’eredità beneficiata – Esclusione – Fattispecie in tema d’impugnazione di cartella di pagamento • CONTENZIOSO TRIBUTARIO – Giurisdizione in materia tributaria – Riscossione – Riscossione mediante ruoli – Ambito della giurisdizione – Successioni “mortis causa” – Erede accettante con beneficio di inventario – Impugnazione di cartella di pagamento per il vizio concernente la mancata contemplazione della limitazione della responsabilità dell’erede accettante con beneficio di inventario per il debito tributario del “de cuius” – Individuazione dei limiti della relativa obbligazione – Giurisdizione delle commissioni tributarie – Devoluzione – Fattispecie riguardante cartella di pagamento con cui veniva richiesto il pagamento di quanto dovuto dal “de cuius” per essere divenuti definitivi alcuni avvisi di accertamento IRPEF (atti presupposti per l’iscrizione a ruolo) – Art. 2 del D.Lgs. 31/12/1992, n. 546 – Art. 490 c.c.»

 

Sezione Lavoro

Contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni speciali degli artigiani e commercianti – Soggetti obbligati

Soci di società di persone: i requisiti per l’obbligo all’iscrizione alla gestione INPS commercianti

Corte Suprema di Cassazione – Sezione Lavoro – Sentenza n. 23360 del 16 novembre 2016: «PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) – INPS – CONTRIBUTI PREVIDENZIALI – Contributi IVS – Contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni speciali degli artigiani e commercianti – Soggetti obbligati – Socio accomandatario in accomandita semplice – Iscrizione alla gestione assicurativa commercianti – Requisiti che devono ricorrere affinché sorga l’obbligo del socio amministratore all’iscrizione alla gestione assicurativa – Onere probatorio – A carico dell’Istituto assicuratore – Art. 29, primo comma, della L. 03/06/1975, n. 160 – Art. 3, della L. 28/02/1986, n 45 – Art. 2, comma 26, della L. 08/08/1995, n. 335 • PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) – INPS – CONTRIBUTI PREVIDENZIALI – Contributi IVS – Contributi dovuti dagli iscritti alla gestione commercianti – Soggetti obbligati – Requisiti – Socio accomandatario in accomandita semplice – Requisiti – Società di mero godimento – Società senza impresa – Socio accomandatario di una società con attività limitata al mero godimento di beni – Configurabilità dei presupposti per l’iscrizione alla gestione commercianti – Esclusione»

 

Commissioni Tributarie Regionali

Avviso di accertamento o cartella di pagamento
Consegna agli eredi

Atti impositivi intestati al defunto raccolti dagli eredi: sussiste la nullità assoluta ed insanabile

Commissione Tributaria Regionale del Lazio – Sezione XXI – Sentenza n. 6221 del 19 ottobre 2016: «ACCERTAMENTO TRIBUTARIO – Avviso di accertamento – Contribuente deceduto – Consegna degli atti (impositivi ed esattivi) dopo il decesso agli eredi – Intestazione dell’atto al dante causa – Conseguenze – Radicale nullità – Fondamento – Art. 65, del D.P.R. 29/09/1973, n. 600 – Art. 156 c.p.c.»

 

Commissioni Tributarie Provinciali

Rapporti tra professionisti e società “partecipate
per la fornitura di servizi

Locazione dello studio professionale: ammessa la deduzione dei canoni anche se il locatore è una società di famiglia

Commissione Tributaria Provinciale di Ancona – Sezione I – Sentenza n. 1736 del 15 luglio 2016: «ACCERTAMENTO TRIBUTARIO – Redditi di lavoro autonomo – Operazioni elusive – Elusione fiscale – Comportamento abusivo – Rapporti tra professionisti e società partecipate per la fornitura servizi – Abuso del diritto – Locazione di immobile ad uso strumentale – Indeducibilità di canoni di affitto a società immobiliare da parte di esercente la professione di commercialista socio di maggioranza unitamente alla moglie della stesso società locatrice – Non Fondamento – Condotta elusiva – Non sussistenza – Art. 54, del D.P.R. 22/12/1986, n. 917»

 

Abuso del diritto: i primi effetti del D.Lgs. sulla certezza del diritto

Commissione Tributaria Provinciale di Alessandria – Sezione I – Sentenza n. 386 del 14 novembre 2016: «ACCERTAMENTO TRIBUTARIO – Redditi di lavoro autonomo – Operazioni elusive – Elusione fiscale – Comportamento abusivo ipotizzato (passare dall’indeducibilità delle quote di ammortamento relative agli immobili strumentali acquistati da professionisti operante nella fattispecie “ratione temporis” alla deducibilità dei canoni di locazione – Rapporti tra professionisti e società il cui assetto societario è riconducibile a persone fisiche dello stesso nucleo familiare – Abuso del diritto – Locazione di immobile ad uso strumentale – Indeducibilità di canoni di affitto corrisposti a società immobiliare da parte di esercente la professione notaio coniuge del socio di maggioranza al 99% della società locatrice – Non fondamento – Finalità elusiva – Non sussiste – Art. 54, del D.P.R. 22/12/1986, n. 917 – Art. 10-bis, della L. 27/07/2000, n. 212»

 

Associazioni e società sportive dilettantistiche
Divieto di distribuzione indiretta degli utili dell’attività sociale

Rapporti commerciali tra enti sportivi dilettantistici (ASD, SSD) e socio a “valore normale” e applicazione retroattiva dell’abrogazione della sanzione impropria per la violazione dell’obbligo di tracciabilità

Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia – Sezione II – Sentenza n. 259 del 26 settembre 2016: «IMPOSTE SUI REDDITI – IVA (Imposta sul valore aggiunto) – SANZIONI TRIBUTARIE – Regime fiscale applicabile alle associazioni sportive dilettantistiche e alle società sportive dilettantistiche senza fine di lucro – Adempimenti contabili – Violazione degli obblighi di tracciabilità previsti dal comma 5 dell’art. 25 della L. 13/05/1999, n. 133 – Conseguenze – Decadenza delle agevolazioni previste dalla legge 398/1991 – Abrogazione della sanzione impropria ad opera dell’art. 19 del D.Lgs. 24/09/2015, n. 158 – Giudizi pendenti – Applicazione del principio del “favor rei” – Fondamento – Art. 3, del D.Lgs. 18/12/1997, n. 472 – L 16/12/1991, n. 398 • IMPOSTE SUI REDDITI – IVA – Regime fiscale applicabile alle associazioni sportive dilettantistiche e alle società sportive dilettantistiche senza fine di lucro – Condizione per l’applicazione dei regimi agevolati – Assenza di fini di lucro e previsione che i proventi delle attività non possono in nessun caso essere divisi fra gli associati anche in forme indirette – Caso di specie – Società sportiva di capitali senza fini di lucro – Canoni per contratto d’affitto d’azienda, che lega la SSD al suo unico socio, titolare delle licenze ed autorizzazioni commerciali – Configurabilità di distribuzione indiretta di utili ai soci – Condizioni – Prova della non congruità (rispetto al valore normale) del canone rispetto alla natura e qualità dei beni affittati – Onere della prova a carico dell’amministrazione finanziaria – Sussistenza – Art. 90, comma 18, lett. d), della L. 27/12/2002, n. 289 – Art. 148, comma 8, lett. a), del D.P.R. 22/12/1986, n. 917 – Art. 2697 c.c.»

 

Prassi

Distributori automatici a capsule o cialde
Aliquote IVA somministrazione caffè

Somministrazione di caffè tramite distributori automatici a capsule/cialde: le condizioni per l’applicazione dell’aliquota IVA al 10 per cento

Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 103 E del 17 novembre 2016: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Somministrazione di alimenti e bevande effettuata tramite distributori automatici a capsule o cialde – Modifiche alla disciplina IVA sulle somministrazioni di alimenti e bevande – Art. 20, comma 1, del D.L. 04/06/2013, n. 63, conv., con mod., dalla L. 03/08/2013, n. 90 – Tabella A, parte III, n. 121) allegata al D.P.R. 26/10/1972, n. 633»

 

Legislazione

Omessa dichiarazione di compensi professionali
Alert persuasivi

Incroci tra 770 committente e UNICO professionista: in arrivo le lettere per i compensi certificati dai sostitutid’imposta che non risultano dichiarati

Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 28 novembre 2016, prot. n. 209279/2016: «Attuazione dell’articolo 1, commi da 634 a 636, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 – Comunicazione per la promozione dell’adempimento spontaneo nei confronti dei soggetti titolari di partita IVA che non hanno dichiarato, in tutto o in parte, compensi per prestazioni di lavoro autonomo certificati dai sostituti di imposta»

 

Indici Istat

Gli indici Istat per il mese di ottobre 2016

 

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SOMMARIO – Finanza & Fisco n. 19 del 2016

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Commenti

Le spese di rappresentanza: nuovi criteri di deducibilità
di Marco Orlandi

 

Mancato perfezionamento della notifica processuale per causa non imputabile al notificante: riattivazione dell’iter notificatorio in tempi stretti
di Isabella Buscema

 

Giurisprudenza

Corte Suprema di Cassazione:

Sezioni Unite Civile

Notificazione di atti processuali – Rimedi in caso di mancato perfezionamento non imputabile al notificante

Mancato perfezionamento notificazione non imputabile al notificante: Fissato un termine “ragionevole” per la ripresa del procedimento. Nuova notifica entro la metà dei termini indicati dall’art. 325 c.p.c.

Corte Suprema di Cassazione – Sezioni Unite Civili – Sentenza n. 14594 del 15 luglio 2016: «IMPUGNAZIONI CIVILI – Notificazione – Dell’atto di impugnazione – Esercizio di attività defensionale “extra districtum” – Elezione di domicilio presso un difensore del distretto – Notificazione presso il domicilio eletto – Condizioni – Riscontro della correttezza dell’indirizzo presso il locale albo professionale – Necessità – Esclusione • PROCEDIMENTO CIVILE – IMPUGNAZIONI CIVILI – Notificazione – Notificazione di atti processuali – Mancato perfezionamento non imputabile al notificante – Conservazione degli effetti – Condizioni – Rinnovazione immediata e completamento tempestivo – Tempo massimo per riattivare e completare il processo notificatorio – Termine ragionevole per la ripresa del procedimento, fissato in misura pari alla metà del tempo indicato per ciascun tipo di atto di impugnazione dall’art. 325, c.p.c. – Caso di specie – Mancata notifica, in prima battuta, di un ricorso per cassazione a causa del cambio di indirizzo dello studio dell’avvocato di controparte del primo grado – Artt. 137, 153, 325, 326, 330 e 360 c.p.c.»

 

Sezioni Civili Tributarie

Indagini bancarie al professionista

Accesso ai conti bancari del contribuente professionista: presunzioni e prove contrarie ammesse dopo la sentenza n. 228/2014 della Consulta

Corte Suprema di Cassazione – Sezione Civile Tributaria – Sentenza n. 16697 del 9 agosto 2016: «ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI – Accesso ai conti bancari del contribuente professionista – Presunzioni basate sulle movimentazioni bancarie – Presunzione di corrispondenza dei prelevamenti finanziari non giustificati e non contabilizzati a compensi professionali – Ammissibilità – Esclusione – Art. 32, comma 1°, n. 2, secondo periodo, del D.P.R. 29/09/1973, n. 600 • ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI – Accesso ai conti bancari del contribuente professionista – Dati emergenti dai conti correnti bancari – Presunzioni basate sui versamenti – Riferibilità alle operazioni imponibili Operatività – Prova contraria – Onere a carico del contribuente – Contenuto»

 

Iscrizione a ruolo ex artt. 36-bis D.P.R. 600/73 e 54-bis D.P.R. 633/72
Tassatività delle ipotesi previste

Recupero bonus assunzioni per superamento del limite massimo di aiuti “de minimis”: inutilizzabile la liquidazione ex art. 36-bis del D.P.R. 600/73

Corte Suprema di Cassazione – Sezione Civile Tributaria – Sentenza n. 19860 del 5 ottobre 2016: «ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI – AGEVOLAZIONI FISCALI – Incentivi per l’incremento dell’occupazione – Incentivi (credito d’imposta) alle assunzioni previsti dall’art. 7, della L. 23/12/2000, n. 388 – Potere di correzione e liquidazione dell’imposta ai sensi dell’art. 36-bis del DPR n. 600 del 1973 – Correzioni di errori materiali o di calcolo senza necessità di preventivo accertamento in rettifica – Ipotesi di carattere eccezionale e non estensibili – Potere di risolvere questioni giuridiche o di esaminare atti diversi – Esclusione – Caso di specie – Cartella di pagamento notificata a seguito di controllo automatizzato ex art. 36-bis D.P.R. 600/1973 sulla dichiarazione Modello Unico/2007 – Recupero per indebita utilizzazione di un credito di imposta per aver superato il limite quantitativo del c.d. “de minimis” – Disconoscimento del credito d’imposta per gli incrementi occupazionali nelle aree svantaggiate (cd. bonus assunzioni per le aree depresse del Mezzogiorno) – Questione di interpretazione e valutazione giuridica relativa alla modalità e possibilità di utilizzo di un credito d’imposta – Necessità di un atto di accertamento contenente esplicita motivazione (avviso di recupero, con motivata revoca, ex art. 7, comma 10, L. n. 388 del 2000) – Fondamento – Conseguenze – Annullamento della cartella di pagamento – Art. 36-bis, del D.P.R. 29/09/1973, n. 600»

 

Estratto di ruolo
Innesco per l’impugnazione
della cartella non notificata

Ammessa l’impugnazione della cartella conosciuta tramite l’estratto di ruolo

Corte Suprema di Cassazione – Sezione VI Civile – T – Ordinanza n. 20611 del 12 ottobre 2016: «CONTENZIOSO TRIBUTARIO – Procedimento – Atti impugnabili – Cartella di pagamento invalidamente notificata e conosciuta dal contribuente solo attraverso un estratto di ruolo esattoriale – Autonoma impugnabilità – Fondamento – Art. 19, del D.Lgs. 31/12/1992, n. 546 – Art. 100 c.p.c. – Art. 24 Cost.»

 

Tribunali

Cartella o AVA INPS per fatti accertati dal Fisco – Rideterminazione di un maggior reddito – Riflessi contributivi

La pendenza della lite fiscale salva il commerciante dagli avvisi di addebito INPS emessi sulla base di un avviso di accertamento fiscale opposto dinanzi al giudice tributario

Tribunale Ordinario di Parma – Sezione Lavoro – Sentenza n. 144 del 13 aprile 2016: «PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) – INPS – CONTRIBUTI PREVIDENZIALI – Contributi IVS – Contributi alla gestione separata lavoratori autonomi (Cd. “senza cassa”) – Contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni speciali degli artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata – Determinazione dei contributi in relazione al maggior reddito accertato – Nella specie – Gestione commercianti – Formazione ed emissione dell’avviso di addebito per credito contributivo INPS per fatti accertati dall’Agenzia delle entrate per cui pende giudizio dinanzi la Commissione tributaria – Illegittimità per difetto di un provvedimento giudiziale esecutivo per l’impugnazione dell’accertamento tributario fondante il recupero – Fondamento – Conseguenze – Nullità dell’avviso di addebito INPS – Art. 24, comma 3, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46 – Art. 30, del D.L. 31/05/2010, n. 78, conv., con mod., dalla L. 30/07/2010, n. 122»

 

Emissione avviso di addebito contributivo in presenza di accertamento fiscale impugnato presso le commissioni tributarie: INPS condannato alle spese di lite anche in caso di successivo sgravio in esito al processo tributario

Tribunale di Bergamo – Sentenza n. 700 del 15 settembre 2016: «PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) – INPS – CONTRIBUTI PREVIDENZIALI – Contributi IVS – Determinazione dei contributi in relazione al maggior reddito accertato – Avviso di addebito INPS di contributi omessi alla gestione commercianti relativi derivanti da un accertamento fiscale condotto dall’Agenzia delle Entrate – Formazione e notificazione dell’avviso contributivo in pendenza di ricorso dinanzi alla C.T.P. – Accoglimento del ricorso presso il giudice tributario – Sgravio nel corso del processo dell’avviso di addebito opposto – Conseguenze – Cessazione della materia del contendere e condanna dell’INPS alla refusione delle spese di lite – Ragioni – In pendenza di lite fiscale gli avvisi di addebito INPS emessi sulla base di un avviso di accertamento fiscale opposto dinanzi al Giudice tributario sono illegittimi a prescindere dall’esito del ricorso tributario»

 

Avviso di addebito dell’INPS fondato su accertamento emesso dall’Agenzia delle entrate. La lite fiscale pendente impedisce la formazione dell’atto di recupero dell’Ente previdenziale

Tribunale di Venezia – Sezione per le controversie di lavoro – Sentenza n. 548 del 23 settembre 2016: «PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) – INPS – CONTRIBUTI PREVIDENZIALI – Contributi IVS – Contributi alla gestione separata lavoratori autonomi (Cd. “senza cassa” – Contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni speciali degli artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata – Determinazione dei contributi in relazione al maggior reddito accertato – Nella specie – Gestione commercianti – Formazione ed emissione dell’avviso di addebito per credito contributivo INPS per fatti accertati dall’Agenzia delle entrate per cui pende giudizio dinanzi la Commissione tributaria – Illegittimità per violazione dell’art. 24, co. 3, D.Lgs. 46/99 – Fondamento – Conseguenze – Nullità dell’avviso di addebito INPS (Gestione Commercianti) – Art. 24, comma 3, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46 – Art. 30 del D.L. 31/05/2010, n. 78, conv., con mod., dalla L. 30/07/2010, n. 122»

 

Prassi

Errori dichiarativi
Ravvedimento operoso

Per regolarizzare l’infedele dichiarazione basta la sanzione proporzionale (oltre al tributo dovuto e agli interessi). Esclusa quella prevista per l’omesso versamento

Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 42 E del 12 ottobre 2016: «SANZIONI TRIBUTARIE – Errori dichiarativi – Ravvedimento operoso – Regolarizzazione delle dichiarazioni con errori o presentate in ritardo – Ulteriori chiarimenti, rispetto al comunicato stampa del 18 dicembre 2015, anche alla luce delle modifiche recate al ravvedimento operoso dapprima dalla L. 23 dicembre 2014, n. 190 (Stabilità 2015) e poi dal D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 – Ravvedimento del modello 730 – Ravvedimento di un omesso versamento di un debito IVA periodico mediante compensazione con un credito IVA emergente dalle liquidazioni periodiche successive – Rettifica di precedenti istruzioni – Art. 13, del D.Lgs. 18/12/1997, n. 472 – Artt. 1 e 8, del D.Lgs. 18/12/1997, n. 471»

 

Restituzione dell’azienda
Esercizio della riserva di proprietà

Cessione d’azienda con riserva di proprietà:conseguenze fiscali della risoluzione del contratto per inadempimento del compratore

Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 91 E del 13 ottobre 2016: «SANZIONI TRIBUTARIE – Responsabilità solidale – IMPOSTE SUI REDDITI – Redditi di impresa – IMPOSTA DI REGISTRO – Cessione di azienda a rate con riserva di proprietà – Pagamento rateale del prezzo e riserva di proprietà ex art. 1523 e ss., c.c. a favore della parte venditrice – Risoluzione del contratto di vendita di azienda per inadempimento del compratore – Conseguenze fiscali dell’eventuale azione di restituzione dell’azienda esperibile in caso di esercizio della riserva di proprietà – Responsabilità solidale (eventuale) per i debiti fiscali contratti dall’acquirente – Disciplina IRES ed IRAP, da riservare in capo al cedente all’eventuale credito residuo non incassato – Disciplina IRES ed IRAP dell’indennità che il Giudice potrebbe eventualmente disporre a carico del venditore quale “reductio ad equitatem” prevista dall’articolo 1526, comma 2, del c.c. – Obblighi ai fini dell’imposta di registro in merito all’esercizio della clausola risolutiva espressa o al ricorso ex articolo 700 del c.p.c. – Art. 14 del D.Lgs. 18/12/1997, n. 472 – Art. 101 del D.P.R. 22/12/1986, n. 917 – Art. 1523 c.c.»

 

Correlazione e consequenzialità tra assegnazione agevolata dei beni ai soci e vendita – Legittimo risparmio d’imposta

Messa in liquidazione della società, assegnazione agevolata e successiva cessione a terzi di immobili ex strumentali per destinazione non è abuso del diritto, ma legittimo risparmio di imposta

Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 93 E del 17 ottobre 2016: «IMPOSTE SOSTITUTIVE – ASSEGNAZIONE AGEVOLATA DEI BENI AI SOCI – Commi da 115 a 121 dell’art. 1 della L. 28/12/2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016) – Ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione – Immobili strumentali per destinazione appartenenti a società – Messa in liquidazione della società – Mera fase finalizzata alla cessazione delle operazioni – Conseguenze – Fuoriuscita dei beni dal ciclo produttivo dell’impresa e applicabilità della disciplina agevolata per l’assegnazione – Successiva cessione degli immobili effettuata dai soci assegnatari – Configurazione di un’ipotesi di abuso del diritto – Esclusione – Legittimo risparmio d’imposta – Fondamento – Art. 10-bis, della L. 27/07/2000, n. 212»

 

Cartella o AVA INPS
Annullamento totale o parziale in via di autotutela

Le condizioni per l’annullamento in autotutela di avvisi di addebito INPS divenuti inoppugnabili

Messaggio INPS n. 3913 del 29 settembre 2016: «PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) – INPS – CONTRIBUTI PREVIDENZIALI – AUTOTUTELA – RISCOSSIONE – A mezzo cartella esattoriale o avviso di addebito (AVA) INPS – Annullamento totale o parziale di atti inoppugnabili illegittimi in via di autotutela – Condizioni – Art. 24, del D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46 – Art. 30, del DL 31/05/2010, n. 78, conv., con mod., dalla L 30/07/2010, n. 122»

 

Novità del Decreto correttivo del Jobs Act

Tracciabilità via e-mail dei voucher: diffuse le prime istruzioni operative per adempiere ai nuovi obblighi di comunicazione

Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Ispettorato Nazionale del Lavoro – n. 1 del 17 ottobre 2016: «LAVORO – Disciplina del lavoro accessorio ex art. 49 del D.Lgs. 15/06/2015, n. 81 – Buoni lavoro (Voucher) – Decreto correttivo del Jobs Act – Art. 1, comma 1, lett. b), D.Lgs. 24/09/2016, n. 185 – Tracciabilità dei Voucher – Comunicazioni cui sono tenuti i committenti prima di utilizzare i voucher – Elenco indirizzi e-mail dove trasmettere le comunicazioni – Sanzioni per la violazione dell’obbligo della preventiva di comunicazione»

 

Legislazione

Trasmissione e utilizzo dei dati delle spese sanitarie e veterinarie

Ulteriori soggetti tenuti alla trasmissione telematica delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria. Le regole operative del Mef

Decreto del Ragioniere Generale dello Stato – Ministero dell’Economia e delle Finanze del 16 settembre 2016: «Specifiche tecniche e modalità operative della trasmissione telematica al Sistema tessera sanitaria dei dati relativi alle spese sanitarie e alle spese veterinarie, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata da parte dell’Agenzia delle entrate»

 

Indici Istat

Gli indici Istat per il mese di agosto 2016

 

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SOMMARIO – Finanza & Fisco n. 15 del 2016

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Commenti

Ancora una conferma da parte della Corte di Cassazione. In IRAP niente automatismi  di Alvise Bullo e Elena De Campo

 

Prassi

Paradisi fiscali
Disposizioni antielusive

Modifiche ai criteri di individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata, trattamento degli utili provenienti da regimi fiscali privilegiati e ampliamento della disciplina del credito d’imposta estero. Il vademecum delle Entrate

Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 35 E del 4 agosto 2016: «IMPOSTE SUI REDDITI – FISCALITÀ INTERNAZIONALE – Società controllate estere (Controlled Foreign Companies – CFC) – Criteri di individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata – Società estere collegate – Trattamento degli utili provenienti dai Paesi a fiscalità privilegiata (paradisi fiscali) – Esimenti per disapplicare la normativa CFC – Istanze di interpello da presentare per la disapplicazione della disciplina CFC, di cui all’art. 167 TUIR – Adempimenti dichiarativi UNICO 2016 – Nuovo obbligo di segnalazione in dichiarazione dei redditi – Integrazione della istruzioni Mod. FC e RM – Disciplina del credito d’imposta estero – Fruizione del credito d’imposta estero per tutti i contribuenti, a prescindere dalla tipologia di reddito/investimento effettuato all’estero – Artt. 3, 8, 10 e 15, del D.Lgs. 14/09/2015, n. 147 – Art. 1, commi 142-144, della L. 28/12/2015, n. 208 – Art. 165 e 167, del D.P.R. 22/12/1986, n. 917»

 

Ravvedimento operoso e accertamenti dell’Agenziadelle Entrate
Effetti sulla contribuzione previdenziale

Effetti sulla contribuzione previdenziale dell’adesione agli istituti definitori della pretesa tributaria. Il ravvedimento anche per la definizione di PVC non riduce le sanzioni INPS

Circolare INPS – Direzione Centrale Entrate n. 140 del 2 agosto 2016: «INPS – CONTRIBUTI PREVIDENZIALI – Contributi I.V.S. – Ravvedimento operoso e accertamenti dell’Agenzia delle Entrate – Contributi alla gestione separata lavoratori autonomi – Contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni speciali degli artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, L. 08/08/1995, n. 335 – Determinazione dei contributi dovuti agli enti previdenziali – Rilevanza – Adempimento spontaneo (Ravvedimento) per la correzione di violazioni riguardanti la determinazione del reddito di impresa o di lavoro autonomi – Definizione precontenziosa (Reclamo/Mediazione, Accertamento con adesione, Acquiescenza) di accertamenti di maggiore reddito – Definizione in sede contenziosa (Conciliazione giudiziale, Chiusura agevolata delle liti fiscali pendenti) di controversie riguardanti accertamenti di maggiore reddito – Diversa rilevanza ai fini sanzionatori INPS – Art. 1, del D.Lgs. 18/12/1997, n. 462»

 

Legislazione

D.L. “Enti Locali
Riammissione alla rateizzazione

Gli interventi per il ripristino delle rateizzazioni scadute con Equitalia e Agenzia delle Entrate, sul bollo per le auto in leasing e per la proroga delle concessioni demaniali

Le misure fiscali urgenti del decreto-legge “Enti Locali

Il testo del Decreto-Legge 24 giugno 2016, n. 113, conv., con mod., dalla Legge 7 agosto 2016, n. 160, recante: «Misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio» coordinato con le norme richiamate o modificate»

 

Scambio di informazioni
Nuova white list

Il nuovo elenco degli Stati c.d. white list. Fra i Paesi aggiunti Svizzera, Arabia Saudita, Liechtenstein, Hong Kong, Taiwan, Libano e Isole Vergini Britanniche

Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 9 agosto 2016: «Modifiche del decreto 4 settembre 1996, recante: “Elenco degli Stati con i quali è attuabile lo scambio di informazioni ai sensi delle convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito in vigore con la Repubblica italiana.”.»

 

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SOMMARIO – Finanza & Fisco n. 9 del 2016

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Commenti

La rivalutazione dei beni d’impresa: aspetti fiscali e contabili  di Marco Orlandi

 

Gratuità dell’opera svolta dal consulente fiscale: amicizia, parentela e anche semplice convenienza vs mere supposizioni di onerosità del Fisco  di Isabella Buscema

Allegato – Metodologia di controllo – COMMERCIALISTI, RAGIONIERI E CONSULENTI TRIBUTARI

 

Giurisprudenza

Corte Suprema di Cassazione:

Sezioni Civili Tributarie

Commercialisti e tributaristi
Presunzione di occultamento dei compensi per gli invii telematici

Invio telematico gratuito delle dichiarazioni da parte di consulente fiscale abilitato (a favore di amici e parenti): bocciata la presunzione di occultamento del corrispettivo fondata su mere supposizioni

Corte Suprema di Cassazione – Sezione Civile Tributaria – Sentenza n. 21972 del 28 ottobre 2015: «CONTENZIOSO TRIBUTARIO – Procedimento di appello – Atto di appello – Contenuto – Motivi dell’impugnazione – Riproposizione degli argomenti addotti a sostegno della domanda rigettata in primo grado – Onere di impugnazione specifica ex art. 53 del D.Lgs. n. 546 del 1992 – Assolvimento • ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI – LAVORO AUTONOMO – Professioni intellettuali – Compenso (onorario) – Redditi di lavoro autonomo – Determinazione – Invio telematico di dichiarazioni dei redditi da parte di consulente fiscale abilitato senza corrispettivo – Contabilità formalmente corretta – Accertamento analitico-induttivo ex art. 39, primo comma, lett. d), del D.P.R. n. 600 del 1973 – Presunzione di occultamento dei compensi per gli invii telematici – Mere supposizioni – Presunzioni semplici, non corroborate quindi dai requisiti di gravità precisione e concordanza ex art. 2729 cod. civ. – Giustificazioni del contribuente – Gratuità dell’opera svolta dal professionista con finalità di incremento della clientela – Sufficienza per annullare l’accertamento – Art. 39, del D.P.R. 29/09/1973, n. 600»

 

Spese di pubblicità e di rappresentanza
Costi di ospitalità

Costi per l’organizzazione di rassegne fieristiche: i costi di ospitalità e per la partecipazione ad “eventi” di giornalisti e di “personaggi” sono spese di pubblicità

Corte Suprema di Cassazione – Sezione V Civile Tributaria – Sentenza n. 8851 del 4 maggio 2016: «IMPOSTE SUI REDDITI – Redditi di impresa – IVA – Detrazioni d’imposta – Società organizzatrice di manifestazioni fieristiche – Determinazione del reddito – Qualificazione di spese nell’ambito dell’organizzazione di manifestazioni fieristiche – Spese di pubblicità e di rappresentanza – Costi di ospitalità (vitto e alloggio) e per la partecipazione ad eventi di giornalisti e personalità nell’ambito di fiera – Qualificazione come spese di pubblicità – Art. 108 (già 74), del D.P.R. 22/12/1986, n. 917 – Sussistenza – Detraibilità IVA – Legittimità  – Art. 19-bis1, lett. h) del D.P.R. 26/10/1972, n. 633»

 

Presupposti per la sussistenza della residenza fiscale in Italia

Residenza fiscale: relazioni personali, affari e interessi economici determinanti. Riconosciuta la preminenza dei legami personali sui legami professionali

Corte Suprema di Cassazione – Sezione V Civile Tributaria – Sentenza n. 12311 del 15 giugno 2016: «IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) – Soggetti passivi – Residenza fiscale – Presupposti per la sussistenza della residenza fiscale in Italia – Iscrizione all’AIRE – Irrilevanza in presenza del domicilio in Italia – Prevalenza del domicilio come centro delle relazioni economiche ed affettive sulla residenza anagrafica (Aire) – Conseguenze sugli obblighi motivazionali della sentenza di merito di accoglimento delle doglianze del contribuente – Fattispecie relativa a contribuente (Pilota automobilistico) iscritto all’AIRE emigrato a Montecarlo nel Principato di Monaco intestatario di conti correnti e polizze assicurative in Italia, contraente di numerosi contratti di sponsorizzazione che prevedono come foro competente quello italiano, legato al figlio italiano avuto dall’ex compagna – Art. 2, del D.P.R. 22/12/1986, n. 917 – Art. 43 c.c. – Art. 36, del D.Lgs. 31/12/1992, n. 546 – Art. 132 c.p.c. – Art. 360 c.p.c.»

 

Prassi

Servizi digitali e Mini One Stop Shop (Moss)

Territorialità dei servizi digitali e Mini One Stop Shop (Moss): la guida delle Entrate

Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 22 E del 26 maggio 2016: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Territorialità delle prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici rese nei confronti di committenti non soggetti passivi d’imposta (Servizi TTE a committenti B2C) – Semplificazione degli adempimenti – Applicazione del regime IVA opzionale Mini one stop shop (MOSS) – D.Lgs. 31/12/2015, n. 42»

 

Catasto
Fiscalità immobiliare

Fiscalità immobiliare. Dal Catasto alle agevolazioni fiscali per l’abitazione, le risposte ai quesiti della stampa specializzata

Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 27 E del 13 giugno 2016: «CATASTO – FISCALITÀ IMMOBILIARE – Accatastamento immobili a uso produttivo – Commi da 21 a 24, della L. 28/12/2015, n. 208 (legge di Stabilità 2016) – Art. 10, del R.D.L. 13/04/1939, n. 652 (cd. legge catastale) – Contratti di locazione – Registrazione e ravvedimento operoso – Compravendite – Agevolazioni fiscali – Decadenza dai benefici tributari e sanzioni – Leasing abitativo – Detrazioni su ristrutturazioni e bonus mobili – Risposte ai quesiti della stampa specializzata»

 

Contributi Inps  –  Gestioni speciali artigiani e commercianti
e Gestione separata autonomi di
cui all’art. 2 comma 26, Legge n. 335/95

Contributi INPS dovuti da artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale e da professionisti “senza cassa”: le istruzioni per la determinazione del reddito imponibile e la compilazione del quadro “RR” di UNICO 2016

Circolare INPS – Direzione Centrale Entrate – n. 97 dell’8 giugno 2016: «INPS – CONTRIBUTI PREVIDENZIALI – Contributi I.V.S. – Contributi alla gestione separata lavoratori autonomi – Contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni speciali degli artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, L. 08/08/1995, n. 335 – Determinazione dei contributi dovuti agli enti previdenziali – Compilazione del quadro “RR” del modello Unico 2016 e riscossione dei contributi dovuti a saldo 2015 e in acconto 2016 – Termini e modalità di versamento – Rateizzazione – Compensazioni e istanza di autoconguaglio – Rimborsi – Art. 10, del D.Lgs. 09/07/1997, n. 241»

 

Legislazione

Assistenza fiscale: proroga dei termini

Assistenza fiscale: per Caf e professionisti abilitati prorogati al 22 luglio 2016 i termini per la comunicazione del risultato e per la trasmissione dei modelli 730. La proroga vale anche per i contribuenti che presentano il 730 da soli

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 maggio 2016: «Ampliamento dei termini previsti per lo svolgimento dell’attività di assistenza fiscale per l’anno 2016»

 

Proroga dei termini di effettuazione dei versamenti da Unico 2016

Attività per le quali sono stati elaborati gli studi di settore. La proroga al 6 luglio 2016 del termine per il versamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni UNICO ed IRAP 2016

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2016: «Differimento, per l’anno 2016, dei termini di effettuazione dei versamenti dovuti dai soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono elaborati gli studi di settore»

 

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Regime contributivo agevolato per i contribuenti forfetari: le modalità di entrata e uscita e istanza di adesione

Come è noto, la legge 23 dicembre 2014, n. 190 (c.d. legge di stabilità 2015), art. 1, commi 76-84, (in “Finanza & Fisco” n. 32-33/2015, pag. 2176) ha introdotto un regime contributivo agevolato per i soggetti che possiedono i requisiti e si trovano nelle condizioni previste ai precedenti commi 54 ss. Inoltre, con circolare n. 29/15, (in “Finanza & Fisco” n. 41-42/2014, pag. 2814) sono stati forniti i chiarimenti in merito alla portata applicativa della citata norma. Infine, la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (c.d. legge di stabilità 2016), con l’art. 1, comma 111, ha riformulato la disposizione di cui al comma 77 della legge n. 190/14, relativa alla quantificazione del contributo dovuto ed alle modalità di accredito. Nel dettaglio secondo il nuovo comma 77 «Il reddito forfettario determinato ai sensi dei precedenti commi costituisce base imponibile ai sensi dell’articolo 1 della legge 2 agosto 1990, n. 233. Su tale reddito si applica la contribuzione dovuta ai fini previdenziali, ridotta del 35 per cento. Si applica, per l’accredito della contribuzione, la disposizione di cui all’articolo 2, comma 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335». L’accesso al regime previdenziale agevolato avviene sulla base di apposita richiesta che il contribuente ha l’onere di presentare all’Istituto secondo le modalità descritte con la circolare Inps n. 35 del 19 febbraio 2016 nel quale l’Istituto ha dettato le istruzioni in ordine alla portata applicativa della novella. Di seguito si riportano i principali elementi di interesse su cui si sofferma il citato documento di prassi.

Soggetti interessati, calcolo della contribuzione dovuta – I soggetti interessati continuano ad essere individuati nelle persone fisiche esercenti attività d’impresa, titolari di una o più ditte individuali, anche organizzate in forma di impresa familiare che hanno avuto accesso al nuovo fiscale “forfetario”. Come il precedente regime agevolato, anche il nuovo regime introdotto dalla legge n. 208/2015 ha carattere opzionale ed è accessibile esclusivamente a domanda. La novità rispetto al regime precedente consiste nel fatto che la contribuzione dovuta, sia quella sul reddito entro il minimale, sia quella sul reddito eventualmente eccedente, viene ridotta del 35 per cento. Conseguentemente, il calcolo del dovuto deriverà dall’applicazione della riduzione (-35%) prevista per legge sul contributo complessivo, riferito sia al minimale di reddito, che all’eventuale parte di reddito eccedente il minimale. Risulta in ogni caso dovuto il contributo di maternità, pari ad euro 7,44 annui, da corrispondere alle scadenze previste per la contribuzione in misura fissa.

Esclusione dai benefici previsti per particolari categorie – Permane l’esclusione di alcuni benefici contributivi; in particolare quello previsto per i soggetti ultrasessantacinquenni di cui all’art. 59, comma 15 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, nonché la riduzione contributiva di tre punti percentuali prevista dall’art. 1, comma 2 della legge 2 agosto 1990, n. 233 per i soggetti di età inferiore ai 21 anni per coloro che decidono di aderire al regime previdenziale agevolato e per i relativi collaboratori familiari.

Modalità di entrata e di uscita dal regime agevolato e relativi termini – L’accesso al regime previdenziale agevolato avviene sulla base di apposita dichiarazione che il contribuente ha l’onere di presentare all’Istituto. Per i soggetti già esercenti attività d’impresa, la presentazione del modulo di adesione dovrà avvenire entro il 28 febbraio dell’anno per il quale intendono usufruire del regime agevolato. Ove non sia rispettato tale termine, l’accesso al regime agevolato non sarà consentito per l’anno in corso, ma dovrà essere ripresentata una nuova domanda entro il 28 febbraio dell’anno successivo e l’agevolazione sarà concessa con decorrenza 1° gennaio del relativo anno, sempreché il richiedente permanga in possesso dei requisiti di legge. Il termine decadenziale di cui sopra vale anche per coloro che, pur esercitando attività d’impresa prima dell’entrata in vigore della novella, non risultino ancora titolari di posizione attiva presso le gestioni autonome. In tali casi andrà compilato l’apposito modello cartaceo, specificando l’attività esercitata attraverso l’indicazione del codice REA, allegato alla circolare Inps n. 35 del 19 febbraio 2016 e da consegnare in sede.

Al contrario, i soggetti che intraprendono una nuova attività d’impresa dal 1° gennaio 2016 e presumono di essere in possesso dei requisiti richiesti, presenteranno apposita dichiarazione di adesione – attraverso la procedura telematizzata all’uopo predisposta – al regime agevolato con la massima tempestività rispetto alla data di ricezione della delibera di avvenuta iscrizione alla gestione previdenziale.

Anche per quanto riguarda le modalità di uscita dal regime agevolato, la novella non ha introdotto modifiche alla disciplina già in vigore, pertanto l’uscita dal regime agevolato, pertanto, si può verificare in tre ipotesi:

  1. venir meno dei requisiti che hanno consentito l’applicazione del beneficio;
  2. scelta del contribuente, a prescindere da qualsivoglia motivazione, di abbandonare il regime agevolato;
  3. comunicazione all’Istituto da parte dell’Agenzia delle Entrate in ordine al fatto che il contribuente non ha mai aderito al regime fiscale agevolato, oppure non ha mai avuto i requisiti per aderire.

Nei primi due casi il regime ordinario verrà ripristinato dal 1° gennaio dell’anno successivo alla presentazione della dichiarazione di perdita dei requisiti o della domanda di uscita. (Con successivo messaggio Inps, verrà comunicato il rilascio dell’applicazione per la dichiarazione di recesso dal regime agevolato, da compilarsi online tramite accesso al Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti).

Nel terzo caso il regime ordinario verrà imposto retroattivamente, con la stessa decorrenza che era stata fissata per il regime agevolato.


Regime contributivo per i contribuenti forfetari: le modalità di richiesta o revoca della riduzione pari al 35% della contribuzione ordinaria INPS. Entro il 28 febbraio la presentazione dell’istanza

Come è noto, la legge 23 dicembre 2014, n. 190 (c.d. legge di stabilità 2015), art. 1, commi 76-84, (come modificati dai commi da 111 a 113 dell’art. 1della legge 28/12/2015, n. 208) ha introdotto un regime contributivo agevolato per i soggetti che possiedono i requisiti e si trovano nelle condizioni previste ai precedenti commi 54 e seguenti. I soggetti interessati dal regime previdenziale agevolato sono pertanto coloro che, privi di partecipazioni nell’ambito di società di persone o associazioni di cui all’art. 5 del TUIR ovvero di s.r.l. di cui all’art. 116 del TUIR, rivestano la carica di titolari di una o più ditte individuali, anche organizzate in forma di impresa familiare, esercenti un’attività recante un codice Ateco compreso nell’elenco di cui al novellato allegato n. 4 della L.190/2014

Come anticipato, la legge n. 208 del 2015 (legge di stabilità 2016)ha modificato i criteri e le caratteristiche del regime agevolato definito dall’art. 1 commi 77-84 della L. 23 dicembre 2014, n. 190 (in “Finanza & Fisco” n. 32-33/2015, pag. 2176). Ne dettaglio, per quello che interessa, la lettera d) del comma 111 dell’articolo unico della legge 208/2015 interviene sul regime agevolato ai fini contributivi delineato dalla citata legge di stabilità per il 2015 per i contribuenti obbligati al versamento dei contributi previdenziali presso le gestioni speciali artigiani e commercianti, esercenti attività di impresa. In sostanza lettera d) (sostituendo totalmente l’articolo 1, comma 77, della L. 190/2014), prevede, per i contribuenti forfetari, in luogo dell’esclusione dell’applicazione della contribuzione previdenziale con “minimale”, l’applicazione di una riduzione pari al 35% della contribuzione ordinaria INPS dovuta ai fini previdenziali (rispetto quindi a quanto dovuto senza agevolazioni dai contribuenti che utilizzano il normale regime IVA), fermo restando il meccanismo di accredito contributivo secondo le regole della Gestione Separata INPS (di cui all’articolo 2, comma 29, della L. 335/1995).

L’accesso al regime previdenziale agevolato avviene sulla base di apposita richiesta che il contribuente ha l’onere di presentare all’Istituto entro il 28 febbraio, secondo le modalità descritte con messaggio INPS n. 286 del 25 gennaio 2016. In particolare le istanze dovranno pervenire all’istituto tramite apposito modulo disponibile all’interno del cassetto previdenziale per artigiani e commercianti. Nel documento di prassi si precisa che tutte le domande presentate per il regime agevolato dall’art. 1 commi 77-84 della L. 23 dicembre 2014, n. 190 sono state chiuse d’ufficio al 31/12/2015. L’adesione al nuovo regime agevolato è quindi sempre e comunque vincolato alla presentazione di una nuova domanda. Il termine ultimo di acquisizione delle domande, per soggetti già esercenti attività d’impresa e/o attivi in gestione al 31 dicembre dell’anno precedente all’anno corrente è tassativamente il giorno 28 febbraio dell’anno di presentazione della domanda stessa (anno corrente). Conseguentemente, nel caso in cui un soggetto contribuente abbia un data di inizio attività antecedente il 31 dicembre dell’anno precedente all’anno corrente senza essere titolare di posizione attiva a quel giorno, la domanda di adesione al regime agevolato deve essere presentata entro il 28 febbraio dell’anno corrente.