Autoveicoli, motoveicoli, anche nuovi, oggetto di acquisto intracomunitario a titolo oneroso senza IVA. Le modalità di controllo preventivo da parte del Fisco per l’immatricolazione o la voltura

 

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate 17 luglio 2020, prot. n. 265336 stabilite le modalità e i termini delle verifiche che gli uffici dell’Agenzia delle entrate devono effettuare in talune ipotesi in cui non è previsto versamento dell’IVA con il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”.

In particolare, le ipotesi di esclusione dal versamento dell’IVA con “F24 Versamenti con elementi identificativi riguardano:

  1. gli acquisti, effettuati nell’esercizio di imprese, arti e professioni, di autoveicoli e motoveicoli usati provenienti da altri Stati membri dell’Unione Europea e che presentano i requisiti per essere inclusi nel regime IVA dei beni usati di cui all’art. 36 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41;
  2. gli acquisti, effettuati nell’esercizio di imprese, arti e professioni, di autoveicoli e motoveicoli provenienti da altri Stati membri dell’Unione Europea e destinati ad essere utilizzati dall’acquirente come beni strumentali all’esercizio dell’attività artistica, professionale o d’impresa;
  3. gli acquisti di autoveicoli e motoveicoli usati effettuati in altri Stati membri dell’Unione Europea, fuori dall’esercizio di imprese, arti e professioni.

Nella prima ipotesi la verifica dell’Agenzia è volta ad appurare l’esistenza dei requisiti per la legittima applicazione dello speciale regime Iva dei beni usati di cui all’art. 36 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, ed in particolare:

  • che il veicolo abbia le caratteristiche per essere considerato usato ai sensi dell’art. 38 comma 4 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;
  • la presenza, fra i precedenti proprietari del veicolo, di un soggetto rimasto inciso a titolo definitivo dall’Imposta sul valore aggiunto.

Nella seconda ipotesi la verifica è diretta ad appurare l’effettiva destinazione del mezzo all’esercizio dell’attività artistica, professionale o di impresa.

Infine, nella terza ipotesi, la verifica si concentra sull’effettività dell’acquisto operato in proprio dal richiedente, non soggetto passivo d’imposta, in altro Stato membro dell’Unione Europea e sulle caratteristiche del veicolo per controllare sussistenza dei requisiti per essere considerato usato ai sensi dell’art. 38 comma 4 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427.

In tutte e tre le ipotesi esaminate, in caso di esito positivo della verifica effettuata, la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle entrate comunica gli elementi identificativi dell’autoveicolo o del motoveicolo al centro elaborazione dati (C.E.D.) del dipartimento per i Trasporti, al fine di consentirne l’immatricolazione senza che sia necessario il versamento dell’IVA mediante modello “F24 Versamenti con elementi identificativi.

 

Termini della verifica

 

L’Agenzia delle entrate ha 30 giorni dalla data di presentazione dell’istanza, per poter verificare sulla sussistenza delle condizioni di esclusione dal versamento dell’IVA. Solo nell’ipotesi in cui sorgano gravi elementi di rischio connessi a possibili fenomeni di frode IVA e siano necessarie ricerche più approfondite, il termine può essere esteso di ulteriori 30 giorni.

 

Link al testo del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate 17 luglio 2020, prot. n. 265336, recante: «Definizione di termini e modalità della verifica sulla sussistenza delle condizioni di esclusione dal versamento mediante modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, in attuazione dell’art. 9 del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, che ha introdotto il comma 9-bis all’art. 1 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286», pubblicato il 17.07.2020 su www.agenziaentrate.it ai sensi dell’art. 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244


SOMMARIO – Finanza & Fisco n. 31 del 2016

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Commenti

Le principali novità del Modello IVA 2017

di Nicolò Li Causi e Debora Ricco

 

Rappresentanza e assistenza dei contribuenti presso gli uffici finanziari. I tributaristi possono autenticare la procura 

di Elia Orsi

 

Estinzione agevolata dei debiti affidati all’agente della riscossione negli anni dal 2000 al 2016 e relative problematiche 

di Isabella Buscema

 

Giurisprudenza

Corte Suprema di Cassazione:

Sezioni Civili Tributarie

Condizioni e limiti della rettifica ex art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972

Controllo automatizzato di dichiarazione IVA integrativa a favore: il disconoscimento del maggior credito IVA non puòavvenire con l’emissione di una cartella

Corte Suprema di Cassazione – Sezione VI Civile – T – Ordinanza n. 124 del 4 gennaio 2017: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Detraibilità del maggior credito IVA oggetto della dichiarazione integrativa – Recupero del credito IVA – Emissione di cartella di pagamento in esito a controllo automatizzato della dichiarazione integrativa al posto dell’emissione di un avviso di accertamento – Potere di correzione e liquidazione dell’imposta ai sensi dell’art. 54-bis del D.P.R. n. 633 del 1972 – Correzioni di errori materiali o di calcolo senza necessità di preventivo accertamento in rettifica – Ipotesi di carattere eccezionale e non estensibili – Potere di risolvere questioni giuridiche o di esaminare atti diversi – Esclusione – Caso di specie – Cartella di pagamento IVA notificata a seguito di controllo automatizzato ex art. 54-bis D.P.R. 633/1972 per il recupero del maggior credito IVA indicato in dichiarazione integrativa – Questione di interpretazione e valutazione giuridica relativa alla modalità e possibilità di utilizzo di un credito IVA – Necessità di un atto di accertamento contenente esplicita motivazione (avviso con motivato disconoscimento) – Fondamento – Conseguenze – Annullamento della cartella di pagamento – Art. 54-bis, del D.P.R. 26/10/1972, n. 633»

 

Omessa dichiarazione IVA
Conseguenze

Omessa dichiarazione IVA: legittimo l’utilizzo della cartella ex art. 54-bis del D.P.R. n. 633/72. Salvi i crediti IVA se rispettati i requisiti sostanziali per la detrazione

Corte Suprema di Cassazione – Sezione VI Civile – T – Ordinanza n. 127 del 4 gennaio 2017: «ACCERTAMENTI E CONTROLLI – Rettifica delle dichiarazioni – Condizioni e limiti per i controlli automatici – Errore del contribuente – Eccedenza d’imposta nella dichiarazione dell’anno precedente – Omessa presentazione – Eliminazione di tale eccedenza da parte dell’ufficio – Ammissibilità – Eliminazione di tale eccedenza da parte dell’ufficio per mezzo cartella di pagamento ex art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972 – Ammissibilità • IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Dichiarazione annuale – Omissione – IVA a credito – Utilizzo – Ammissibilità – Fondamento – Utilizzo in compensazione del credito IVA se il contribuente prova l’esistenza del credito – Controllo automatizzato ai sensi dell’art. 54-bis, del D.P.R. n. 633/1972 – Utilizzabilità – Artt. 30 e 54-bis, del D.P.R. 26/10/1972, n. 633»

 

Commissioni Tributarie Regionali

Detrazioni per spese di ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico
Contratto verbale di comodato

Lavori in casa. Le detrazioni spettano anche se il contratto di comodato è stato concluso solo verbalmente

Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna – Sezione III – Sentenza n. 2914 dell’11 novembre 2016: «ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI – Controllo formale delle dichiarazioni – Cartella ex art. 36-ter, D.P.R. n. 600 del 1973 – IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) – Detrazione delle spese – Interventi di recupero del patrimonio edilizio – Interventi di risparmio energetico su immobili esistenti – Destinatari delle agevolazioni – Spese sostenute dal comodatario (su immobile di proprietà della suocera non convivente ed utilizzato in comodato verbale) – Applicabilità – Condizioni – Art. 16-bis, del D.P.R. 22/12/1986, n. 917 – Art. 1, commi da 344 a 349, della L 27/12/2006, n. 296 – D.M. 19/02/2007 – Art. 36-ter, del D.P.R. 29/09/1973, n. 600 – Art. 1803 c.c.»

 

Corte di Giustizia CE:

Applicazione di un pro-rata (generale) di detrazione IVA

Il sistema IVA italiano è conforme all’obiettivo della Direttiva di autorizzare criteri semplificati per il calcolo del pro-rata di detrazione

Corte di Giustizia CE – Sezione III – Sentenza del 14 dicembre 2016, Causa C-378/15: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Diritto a detrazione dell’imposta versata a monte – Criteri per il calcolo del pro-rata di detrazione dell’IVA – Applicazione di un pro-rata (generale) di detrazione all’imposta sul valore aggiunto che ha gravato l’acquisto della totalità dei beni e dei servizi utilizzati da un soggetto passivo – Possibilità di introdurre deroghe al criterio di calcolo del pro-rata di detrazione dell’IVA sulla base del volume d’affari – Fondamento – Condizioni – Articolo 17, paragrafo 5, terzo comma, lettera d) della sesta direttiva n. 77/388/CEE del 17 maggio 1977, ora trasfuso nell’art. 173 della direttiva (c.d. “recasting” o “rifusione” della VI Direttiva CEE) n. 2006/112/CE del 28 novembre 2006 – Operazioni accessorie – Utilizzo della cifra d’affari (fatturato complessivo dell’impresa) come indizio – Normativa interna di riferimento – Meccanismo del “pro rata generale” ex artt. 19, quinto comma, e 19-bis del D.P.R. 26/10/1972, n. 633»

 

Regime speciale del margine
Nozione di «beni d’occasione»

Autodemolizioni: per la cessione di ricambi provenienti dai rottami delle autovetture applicabile il regime del margine

Corte di Giustizia CE – Sezione III – Sentenza del 18 gennaio 2017, Causa C-471/15: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Direttiva 2006/112/CE – Regime speciale d’imposizione del margine – Nozione di «beni d’occasione» – Imprese di autodemolizione – Commercializzazione di pezzi usati di automobili provenienti da veicoli fuori uso – Applicabilità del regime d’imposizione del margine alla vendita di pezzi provenienti da autoveicoli fuori uso destinati a essere venduti come pezzi di ricambio – Sussistenza – Titolo XII, Capo 4, intitolato «Regimi speciali applicabili ai beni d’occasione e agli oggetti d’arte, da collezione o d’antiquariato» – Articoli da 311 a 343 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006 – Artt. 36 e segg. del D.L. 23/02/1995, n. 41, conv., con mod., dalla L. 22/03/1995, n. 85»

 

Prassi

Esportatori abituali
Nuovo modello dichiarazioni d’intento

Nuova versione della dichiarazione d’intento. Le regole per l’utilizzo del nuovo e del vecchio modello

Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 120 E del 22 dicembre 2016: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Soggetti qualificati come esportatori abituali – Modello per la dichiarazione d’intento di acquistare o importare beni e servizi senza applicazione dell’imposta sul valore aggiunto – Nuovo modello di dichiarazione utilizzabile solo per le operazioni di acquisto da effettuare a partire dal 1° marzo 2017 – Art. 1, comma 1, lett. c) del D.L. 29/12/1983, n. 746, conv., con mod., dalla L. 27/02/1984, n. 17 – Art. 20, del D.Lgs. 21/11/2014, n. 175 – Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 02/12/2016, prot. n. 213221/2016 – Chiarimenti operativi»

 

Stabile organizzazione: definizioni e precisazioni

Interpello sui nuovi investimenti. Precisazioni sulla configurabilità di un hub logistico come stabile organizzazione e sulla disciplina IVA di acquisti intraUe e importazioni di prodotti con introduzione in un deposito IVA

Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 4 E del 17 gennaio 2017: «IVA – IMPOSTE SUI REDDITI – Interpello sui nuovi investimenti – Nozione di stabile organizzazione – Configurabilità di un hub logistico quale stabile organizzazione – Stabile organizzazione materiale: definizione generale e precisazioni in ordine alla fattispecie – Stabile organizzazione personale – Trattamento ai fini IVA delle operazioni di acquisto e vendita di prodotti immagazzinati in depositi IVA – Art. 2, del D.Lgs. 14/09/2015, n. 147 – Art. 162, del D.P.R. 22/12/1986, n. 917 – Art. 5 del Modello di convenzione-tipo dell’Ocse – Art. 50-bis, del D.L. 30/08/1993 n. 331, conv., con mod., dalla L. 29/10/1993, n. 427»

 

Omessa presentazione della dichiarazione di cessazione
Soppressione della sanzione specifica

Cessazione della partita IVA. Eliminata la sanzione specifica ed il relativo codice tributo per l’omessa presentazione della dichiarazione di cessazione

Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 7 E del 19 gennaio 2017: «SANZIONI TRIBUTARIE – RISCOSSIONE – Chiusura delle partite IVA inattive – Cessazione d’ufficio partita IVA – Soppressione della sanzione specifica per l’omessa presentazione della dichiarazione di cessazione – Conseguente soppressione del codice tributo 8120, istituito con la risoluzione n. 35/E del 3 aprile 2014 – Art. 5, comma 6, del D.Lgs. 18/12/1997, n. 471 – Commi 44 e 45 dell’art. 7-quater, del D.L. 22/10/2016, n. 193, conv., con mod., dalla L. 01/12/2016, n. 225»

 

Legislazione

Oneri detraibili nelle precompilate 2017
Invio dati

Dichiarazioni dei redditi precompilate 2017: invio dati dei rimborsi delle spese universitarie e delle spese di recupero edilizio/risparmio energetico condominiali

Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 1° dicembre 2016: «Termini e modalità per la trasmissione all’Agenzia delle entrate dei dati relativi ai rimborsi delle spese universitarie e dei dati relativi alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali ai fini della elaborazione della dichiarazione precompilata»

 

Esportatori abituali
Nuovo modello dichiarazioni d’intento

Esportatori abituali. Il modello della dichiarazione d’intento per le operazioni di acquisto da effettuare a partire dal 1° marzo 2017

Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 dicembre 2016, prot. n. 213221/2016: «Approvazione del modello di dichiarazione d’intento di acquistare o importare beni e servizi senza applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, delle relative istruzioni e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati»

 

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