• 30/06/2022 8:44

Con la pubblicazione sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate del Provvedimento del 14 gennaio 2022, prot. n. 11160/2022, di approvazione della dichiarazione annuale IVA, per i soggetti passivi IVA si apre stagione dichiarativa 2022.

Il nuovo modello deve essere utilizzato per presentare la dichiarazione IVA concernente l’anno d’imposta 2021. La dichiarazione IVA, deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 2 maggio 2022. Tuttavia, per i contribuenti che intendono avvalersi della facoltà prevista dall’articolo 21-bis del decreto-legge n. 78 del 2010, come modificato dall’articolo 12-quater del decreto-legge n. 34 del 2019, di comunicare con la dichiarazione annuale i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche relative al quarto trimestre 2021, la dichiarazione annuale deve essere presentata entro il mese di febbraio 2022.

In tema di termini, si ricorda che l’articolo 17, comma 1, del D.Lgs. n. 241 del 1997, prevede che l’utilizzo in compensazione del credito IVA annuale in misura superiore a 5.000 euro può essere effettuato a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui emerge. Inoltre, il comma 1, lett. a), n. 7, dell’art. 10 del decreto-legge n. 78 del 2009, subordina l’utilizzo in compensazione del credito IVA annuale per importi superiori a 5.000 euro alla presenza del visto di conformità nella dichiarazione.

Tra le novità della nuova dichiarazione, da presentare, come anticipato, entro il 2 maggio, l’introduzione di nuovi campi per indicare le percentuali di compensazione applicate dagli agricoltori nell’ambito del regime speciale loro riservato e per le operazioni riguardanti beni e servizi necessari per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19; nuove regole, inoltre, per l’applicazione dell’imposta nell’e-commerce.

 

Di seguito, le principali modifiche introdotte nei modelli di dichiarazione IVA/2022.

 

Quadro VA – Informazioni e dati relativi all’attività

 

Dati relativi agli importi sospesi a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19 – Sospensione dei versamenti per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le, associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche

Nella sezione 2, il Rigo VA16 riservato alle federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva e associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nel territorio dello Stato che operando nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento ai sensi del D.P.C.M. 24 ottobre 2020, hanno usufruito della sospensione dei versamenti IVA in scadenza nei mesi di gennaio e febbraio 2021 disposta dallarticolo 1, comma 36, lettera c), della legge n. 178 del 2020. Nel rigo va indicato l’ammontare complessivo dei versamenti sospesi.

Il rigo va compilato anche dalle società, in possesso delle caratteristiche che consentono individualmente di beneficiare delle disposizioni di sospensione emanate a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19, che abbiano partecipato nel 2021 ad una procedura di liquidazione IVA di gruppo consentendo a detta procedura di escludere dalla liquidazione periodica di gruppo la componente a debito riferibile a dette società oppure di sospendere l’intero versamento della procedura stessa (cfr. circolare 11/E del 6 maggio 2020, risposta 2.16)

 

 

Quadro VE – Operazioni attive e determinazione del volume d’affari

 

Nella sezione 1, rigo VE3, la percentuale di compensazione del 6 per cento è stata sostituita con la percentuale del 6,4 per cento, prevista dal decreto ministeriale 19 dicembre 2021. Inoltre, sono state eliminate le percentuali di compensazione del 7,65 e 7,95 per cento, sostituite con la percentuale di compensazione del 9,5 per cento dall’articolo 68 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, conv., con mod., dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, cd. Decreto Sostegni-bis. Conseguentemente i righi della sezione sono stati rinumerati.

 

 

 

Nella sezione 4, il Rigo VE33 per indicare l’ammontare delle operazioni esenti di cui all’art. 10. Nel rigo vanno indicate anche le operazioni esenti di cui all’art. 1, commi 452 e 453, della legge n. 178 del 2020. I contribuenti per i quali ha avuto effetto, per l’anno 2021, la dispensa di cui all’art. 36-bis dagli obblighi di fatturazione e di registrazione relativamente alle operazioni esenti, devono indicare in questo rigo esclusivamente le operazioni di cui ai nn. 11, 18 e 19, e al terzo comma dell’art. 10 per le quali resta in ogni caso fermo l’obbligo di fatturazione e registrazione (vedi infra).

 

 

 

Quadro VF – Operazioni passive e IVA ammessa in detrazione

 

Nella sezione 1, rigo VF4, la percentuale di compensazione del 6 per cento è stata sostituita con la percentuale del 6,4 per cento, prevista dal decreto ministeriale 19 dicembre 2021. Inoltre, sono state eliminate le percentuali di compensazione del 7,65 e 7,95 per cento, sostituite con la percentuale di compensazione del 9,5 per cento dall’articolo 68, comma 1, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, conv., con mod., dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, cd. Decreto Sostegni-bis. Conseguentemente i righi della sezione e anche i righi della sezione 2 sono stati rinumerati.

Nella sezione 3-A, rigo VF34, il campo 7 è stato ridenominato Operazioni esenti art. 19, co.3, lett. a-bis) e d-bis) per consentire l’indicazione delle operazioni esenti di cui all’articolo 10, terzo comma, equiparate alle operazioni imponibili ai fini della detrazione.

 

Si ricorda che l’articolo 1 del Decreto Legislativo 25 maggio 2021, n. 83 (in “Finanza & Fisco” n. 23/2021, pag. pag. 1409), ha modificato in più punti la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto in materia di e-commerce transfrontaliero, introducendo un regime IVA applicabile alle cessioni a distanza facilitate dalle interfacce elettroniche. Nel dettaglio, per quello che interessa ai fini della comprensione della ratio della modifiche al campo 7 del rigo VF34, con il comma 1, lett. a), del citato art. 1 del D.Lgs. n. 183/2021 è stato introdotto un nuovo articolo 2-bis nel decreto IVA (Cessioni di beni facilitate dalle interfacce elettroniche) al fine di prevede che le cessioni di beni si considerano effettuate dal soggetto passivo che le facilita tramite l’uso di un’interfaccia elettronica (un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi), allorché riguardino:

  • le vendite a distanza intracomunitarie di beni di cui all’articolo 38-bis, commi 1 e 3, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;
  • le cessioni di beni con partenza e arrivo della spedizione o del trasporto nel territorio dello stesso Stato membro a destinazione di non soggetti passivi, effettuate da soggetti passivi non stabiliti nell’Unione europea;
  • le vendite a distanza di beni importati da territori terzi o da paesi terzi, di cui all’articolo 38-bis, commi 2 e 3, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, in spedizioni di valore intrinseco non superiore a 150 euro. Il comma 2, del nuovo articolo 2-bis del D.P.R. n. 633/72, infine, chiarisce che la presunzione in capo alla piattaforma riguarda, oltre alla cessione, anche l’acquisto.

Nello stesso tempo, con la successiva lett. d), per mezzo dell’introduzione di un nuovo comma (il terzo) all’articolo 10, del D.P.R. n. 633/72 (Operazioni esenti dall’imposta) stabilito che sono esenti dall’IVA le cessioni di beni effettuate nei confronti di un soggetto passivo che si considera cessionario e rivenditore di detti beni come previsto dal sopra citato nuovo articolo 2-bis, comma 1, lettera a) del D.P.R 633/72. Di conseguenza, con la lettera e) inserita una nuova lettera d-bis) all’articolo 19, comma 3, del D.P.R. n. 633/72 (Detrazione) per sancire il diritto alla detrazione dell’IVA relativa ai beni e servizi acquistati o importati nei confronti del fornitore “presunto e con la lettera f), modificando l’articolo 36-bis, del D.P.R. n. 633/72 (Dispensa da adempimenti per le operazioni esenti) stabilito l’obbligo di fatturazione per la cessione “presunta nel caso di vendite a distanza intracomunitarie di beni e di vendite domestiche facilitate da piattaforma indicate nell’introdotto comma 3 dell’articolo 10 del medesimo D.P.R. n. 633/72.

 

Inoltre, il campo 9, quest’anno, è denominato Operazioni esenti legge n. 178/2020per tenere conto in sede di determinazione della percentuale di detrazione delle operazioni di cui all’articolo 1, commi 452 e 453 della legge n. 178 del 2020. Si ricorda che i commi 452 e 453 della legge di bilancio 2021 (legge n. 178 del 2020) hanno concesso l’esenzione IVA, con diritto alla detrazione dell’imposta (ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633), per i vaccini COVID-19 e per i kit diagnostici.

 

 

Nella sezione 3-B, rigo VF41, la percentuale di compensazione del 6 per cento è stata sostituita con la percentuale del 6,4 per cento, prevista dal decreto ministeriale 19 dicembre 2021. Inoltre, sono state eliminate le percentuali di compensazione del 7,65 e 7,95 per cento, sostituite con la percentuale di compensazione del 9,5 per cento dall’articolo 68, comma 1, decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, conv., con mod., dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, cd. Decreto Sostegni-bis. Conseguentemente i righi dello scorso anno da VF44 a VF50 sono stati rinumerati.

 

Quadro VO – Comunicazione delle opzioni e revoche

 

Nella sezione 1, i righi VO10 e VO11 sono stati ridenominati “Vendite a distanza intracomunitarie di beni – Art. 41, primo comma, lett. b), D.L. n. 331 del 1993” per tenere conto delle modifiche introdotte nel decreto-legge n. 331 del 1993 dal decreto legislativo n. 83 del 2021 (in “Finanza & Fisco” n. 23/2021, pag. pag. 1409).

 

Il Rigo VO10, è destinato ai contribuenti che effettuano vendite a distanza intracomunitarie di beni, i quali hanno effettuato nell’anno precedente prestazioni di servizi di cui all’articolo 7-octies, comma 3, lettera b), e vendite a distanza intracomunitarie di beni per un ammontare complessivo, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, non superiore a 10.000 euro che esercitano l’opzione, a partire dal 2021, per l’applicazione dell’IVA nello Stato comunitario di destinazione dei beni barrando la casella corrispondente. L’articolo 15 (Vendite a distanza) del decreto ministeriale 21 giugno 2021 (in “Finanza & Fisco” n. 25/2021, pag. pag. 1627) che disciplina i rapporti di scambio tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino, prevede, per l’applicazione dell’IVA in detto Stato, una analoga opzione da parte degli operatori nazionali che effettuano le suddette cessioni nei confronti di privati residenti a San Marino. Le suddette opzioni hanno effetto a partire dal 2021 e sono valide fino a quando non siano revocate e, in ogni caso, per almeno due anni.

Le caselle indicate al rigo VO11 vanno barrate dai contribuenti che a partire dal 2021 intendono comunicare la revoca dell’opzione precedentemente richiesta.

 

Inoltre, è stato introdotto il nuovo rigo VO17 per consentire ai soggetti che effettuano le prestazioni di servizi indicate nell’art. 7-octies nei confronti di committenti non soggetti passivi stabiliti in Stati membri dell’Unione europea diversi dall’Italia di comunicare la revoca dell’opzione in precedenza esercitata.

 

 

 

 

Si ricorda che l’articolo 1, comma 1, lett. c), del Decreto Legislativo 25 maggio 2021, n. 83 (in “Finanza & Fisco” n. 23/2021, pag. pag. 1409), ha modificato il citato l’articolo 7-octies del D.P.R. n. 633/72 (Territorialità – Disposizioni relative alle prestazioni di servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione ed elettronici rese a committenti non soggetti passivi) nella parte in cui prevede la soglia di 10.000 euro entro la quale le prestazioni transfrontaliere di servizi telecomunicazione, di teleradiodiffusione ed elettronici rese a committenti non soggetti passivi d’imposta stabiliti nella UE sono tassate nello stato di stabilimento del prestatore. Con la modifica introdotta viene incluso nel limite di 10.000 euro annui anche l’ammontare delle vendite a distanza intracomunitarie di beni nell’Unione europea, di cui al richiamato articolo 38-bis, commi 1 e 3, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427.

 

QUADRO VX – Determinazione dell’IVA da versare o a credito

 

Nel rigo VX4 è stato eliminato il campo 6 riservato ai subappaltatori. L’abrogato campo 6 era riservato ai subappaltatori che nell’anno precedente avevano registrato un volume d’affari costituito per almeno l’80 per cento da prestazioni rese in esecuzione di contratti di subappalto nei confronti dei quali, per effetto dell’art. 35, comma 6-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 il limite annuo per la compensazione è elevato ad un milione di euro. Ora a seguito dell’innalzamento generalizzato del limite il citato campo è stato eliminato.

 

 

A regime il nuovo limite di compensazione orizzontale fissato a 2 milioni di euro nel 2021

 

Si ricorda che il comma 72 dell’articolo 1, della Legge 30 dicembre 2021, n. 234, ha modificato a decorrere dal 2022 il limite annuo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili, elevandolo a 2 milioni di euro. La norma in esame disponendo che, a decorrere dal 1° gennaio 2022, il limite previsto dall’articolo 34, comma 1, primo periodo, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è elevato a 2 milioni di euro, stabilizza la misura. La disposizione in esame eleva il limite previsto dall’articolo 34, comma 1 (primo periodo), della legge 23 dicembre 2000, n. 388, fissato: in 1 miliardo di lire (516 mila euro) per ciascun anno solare e successivamente aumentato a 700.000 euro (art. 9, comma 2, D.L. n. 35 del 2013); incrementato ulteriormente per l’anno 2020 a 1 milione di euro (art. 147 del D.L. n. 34 del 2020) e successivamente per il solo anno 2021, portato a 2 milioni di euro (art. 22 del D.L. n. 73 del 2021)

 

 

Link al Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 14 gennaio 2022, prot. n. 11160/2022, recante: «Approvazione dei modelli di dichiarazione IVA/2022 concernenti l’anno 2021, con le relative istruzioni, da presentare nell’anno 2022 ai fini dell’imposta sul valore aggiunto», pubblicato il 14.01.2022 su www.agenziaentrate.it ai sensi dell’art. 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244