• 15/05/2026 19:23
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Con la circolare n. 40 del 3 aprile 2026, l’Inps offre una ricognizione degli adempimenti connessi alla Certificazione Unica 2026, qualificando l’attività dell’Istituto previdenziale nel perimetro tipico del sostituto d’imposta: determinazione del conguaglio fiscale di fine anno, rilascio della certificazione ai percettori e contestuale trasmissione all’Agenzia delle Entrate ai fini della dichiarazione precompilata.

Sul piano sostanziale, la circolare assume particolare rilievo per i redditi da pensione, ove viene ribadito il meccanismo di conguaglio operato entro il mese di febbraio 2026, con successivo recupero delle eventuali eccedenze a debito sulle erogazioni dell’anno in corso.

In tale ambito, si segnala la disciplina di favore per i trattamenti pensionistici di importo non superiore a 18.000 euro, per i quali il debito d’imposta superiore a 100 euro può essere rateizzato fino a un massimo di undici mensilità, senza applicazione di interessi, secondo una logica di attenuazione dell’impatto finanziario sul percettore.

La certificazione è resa disponibile dal 12 marzo 2026 in modalità prevalentemente telematica, in linea con il processo di digitalizzazione degli adempimenti fiscali, ma con un articolato sistema di canali alternativi che garantisce l’accessibilità anche alle categorie meno digitalizzate.

La circolare dettaglia, infatti, un modello multilivello di erogazione del servizio: accesso diretto tramite area riservata MyINPS e app mobile, assistenza intermediata (CAF, patronati e professionisti abilitati) e canali fisici o “assistiti”, inclusi servizi dedicati all’utenza fragile e ai pensionati residenti all’estero.

 

Le indicazioni per scaricare il documento tramite i servizi digitali e gli altri canali

La certificazione può essere scaricata direttamente online tramite il portale MyINPS o l’app “INPS Mobile”. Chi non può utilizzare i servizi digitali in autonomia ha a disposizione diversi canali alternativi:

  • sportelli territoriali INPS;
  • richiesta via PEC o email ordinaria;
  • CAF, patronati e professionisti abilitati.

I pensionati residenti all’estero e i soggetti appartenenti alle categorie fragili possono invece richiederne l’invio cartaceo al proprio indirizzo di residenza tramite numero dedicato. L’Istituto ricorda che, in caso di errori nella certificazione, dal 16 marzo 2026 è possibile richiederne la rettifica rivolgendosi direttamente all’INPS.

 

Particolare attenzione è dedicata alla gestione delle rettifiche, che possono essere richieste dal contribuente in presenza di dati non corretti, con effetti anche sul conguaglio fiscale già determinato. Tale aspetto assume rilievo diretto nella fase dichiarativa, considerato che il contribuente è comunque tenuto a verificare e, se del caso, aggiornare i dati della precompilata sulla base dell’ultima CU disponibile.

 

Nel complesso, il documento si colloca come riferimento operativo per intermediari e professionisti, chiamati a presidiare non solo il reperimento della certificazione, ma anche la corretta lettura degli effetti del conguaglio – soprattutto in ambito pensionistico – e la gestione delle eventuali anomalie in vista degli adempimenti dichiarativi.

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