Riforma commercialisti, De Nuccio:
“vicini ad un traguardo storico per la nostra professione”
Il presidente del Consiglio nazionale della categoria:
“Un passaggio fondamentale nel percorso lungo e impegnativo, sostenuto con determinazione dal Consiglio Nazionale e dall’intera categoria, per modernizzare la professione”
“Siamo vicini ad un traguardo storico per i Commercialisti italiani. L’approvazione della riforma del nostro ordinamento professionale da parte della Camera rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso lungo e impegnativo, sostenuto con determinazione dal Consiglio Nazionale e dall’intera categoria, per modernizzare la professione, renderla più aderente all’evoluzione delle attività svolte dai commercialisti e rafforzare il ruolo strategico che la categoria svolge a supporto delle imprese, dei cittadini e delle istituzioni”.
Lo afferma Elbano de Nuccio, Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, in occasione dell’approvazione odierna alla Camera dei deputati della legge delega per la riforma della disciplina dell’ordinamento della professione (A.C. 2628-A). Per l’approvazione definitiva del testo resta ora solo il passaggio al Senato.
Il disegno di legge delega il Governo a riformare organicamente l’ordinamento dei commercialisti, con l’obiettivo di razionalizzare, riordinare e semplificare la disciplina vigente e adeguarla al diritto europeo e all’evoluzione normativa e giurisprudenziale.
“È una riforma – sottolinea de Nuccio – che abbiamo fortemente voluto e perseguito con determinazione, senza mai arrenderci di fronte alle difficoltà incontrate lungo il percorso. Una riforma che non guarda al passato, ma costruisce le condizioni affinché il commercialista possa continuare ad essere uno dei principali protagonisti della vita economica del Paese. Abbiamo voluto costruire un ordinamento capace di riconoscere l’evoluzione delle nostre competenze, valorizzare le specializzazioni, favorire l’ingresso dei giovani e sostenere le forme più moderne e organizzate di esercizio professionale”.
Tra gli elementi qualificanti del provvedimento vi sono il riordino delle attività che caratterizzano la professione negli ambiti tributario, economico-aziendale, finanziario, giuslavoristico, societario e della crisi d’impresa, nonché una disciplina organica dell’esercizio della professione in forma associata e societaria.
La riforma interviene inoltre sulla disciplina delle incompatibilità, superando automatismi e prevedendo sistemi di controllo ex post, e sui compensi professionali, attraverso l’aggiornamento dei relativi parametri su proposta del Consiglio nazionale. Particolare attenzione viene riservata anche alla modernizzazione della governance professionale, alla valorizzazione dell’equilibrio generazionale e della parità di genere, nonché alla digitalizzazione delle procedure elettorali attraverso il voto telematico a distanza.
Ulteriori punti centrali sono la disciplina organica delle specializzazioni professionali, evitando la proliferazione di sotto-albi, e la revisione del tirocinio, che potrà essere svolto interamente durante il percorso universitario, riducendo così i tempi di accesso alla professione.
Il presidente del CNDCEC rivolge quindi “un ringraziamento sincero al Governo e a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, che hanno accompagnato questo percorso con attenzione, ascolto e senso istituzionale. Una riforma di questa portata riguarda un’intera comunità professionale e il contributo che essa offre quotidianamente al funzionamento del sistema economico del Paese”.
“Siamo ormai a un passo dal traguardo definitivo – conclude. Confidiamo che il Senato possa completare nelle prossime settimane l’iter parlamentare, consentendo l’entrata in vigore di un provvedimento che guarda al futuro della professione e alle nuove esigenze del sistema economico del Paese. La riforma introduce innovazioni significative in termini di governance, formazione, accesso alla professione e valorizzazione delle competenze, offrendo ai giovani professionisti maggiori opportunità e garantendo al contempo standard sempre più elevati di qualità e tutela dell’interesse pubblico”.
(Così, comunicato stampa CNDCEC del 23 settembre 2026)




