Chiarimenti sulla tassa sui rifiuti (TARI)

Pubblicata la circolare n. 3 del 22 novembre 2019, avente ad oggetto “Chiarimenti sulla tassa sui rifiuti (TARI). Rimborso da parte dei comuni e conseguente modalità di copertura dei costi. Possibili soluzioni“.

Il documento fornisce indicazioni in merito alle somme che i comuni devono rimborsare ai contribuenti nei casi in cui era stata calcolata erroneamente la quota variabile delle pertinenze della abitazioni in relazione alla TARI, nel rispetto dei principi dell’integrale copertura del costo del servizio di gestione dei rifiuti e della corretta predisposizioni dei piani finanziari relativi alla TARI.

Link al testo della circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento delle Finanze – Direzione Legislazione Tributaria e Federalismo Fiscale – n. 3 DF del 22 novembre 2019, recante: FINANZA LOCALE – TARI (tassa sui rifiuti) – Chiarimenti – Rimborso da parte dei comuni e conseguente modalità di copertura dei costi. Possibili soluzioni


TARI sulle pertinenze delle abitazioni. Criteri ed esempi di calcolo della quota variabile per decidere sull’istanza di rimborso

Il Dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia ha pubblicato la circolare n. 1 DF del 20 novembre 2017 – Prot. n. 41836/2017 che illustra la corretta modalità applicativa della TARI, la tassa sui rifiuti. Il chiarimento si è reso necessario a seguito del calcolo che alcuni Comuni hanno adottato, in base al quale la parte variabile della tassa è stata moltiplicata per il numero delle pertinenze. In questo modo sono risultati importi decisamente più elevati rispetto a quelli che sarebbero risultati applicando la quota variabile una sola volta. La circolare definisce quindi che, con riferimento alle pertinenze dell’abitazione, appare corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica. “Un diverso modus operandi da parte dei comuni – è scritto nella circolare – non troverebbe alcun supporto normativo, dal momento che condurrebbe a sommare tante volte la quota variabile quante sono le pertinenze, moltiplicando immotivatamente il numero degli occupanti dell’utenza domestica e facendo lievitare conseguentemente l’importo della TARI’’. Per ‘superficie totale dell‘utenza domestica’ si intende la somma dei metri quadri dell’abitazione e delle relative pertinenze. Qualora il contribuente riscontri un errato computo della parte variabile della tassa sui rifiuti effettuato dal Comune o dal soggetto gestore del servizio può chiedere il rimborso del relativo importo in ordine alle annualità a partire dal 2014, anno in cui la TARI è entrata in vigore. (Così, comunicato Mef del 20 novembre 2017)

 

Per saperne di più:

Link al testo della circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento delle finanze n. 1 DF del 20 novembre 2017 – Prot. n. 41836/2017, con oggetto: TARI (tassa sui rifiuti) – Calcolo della parte variabile della tassa sui rifiuti relativa alle utenze domestiche – Corretta modalità di applicazione della Tari per le pertinenze delle abitazioni – Esempi di calcolo della quota variabile delle utenze domestiche – Errori commessi da diversi comuni con l’applicazione separata della quota variabile anche alle pertinenze delle utenze domestiche – Modalità per la richieste di rimborso – Art. 1, comma 651, della L 27/12/2013, n. 147- DPR 27/04/1999, n. 158, recante: «Regolamento recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani» – Art. 1, comma 164, della L 27 /12/2006, n. 296

Link all’istanza di rimborso al Comune o all’ente affidatario per gli importi versati in eccesso a partire dal 2014

Link alla risposta alla interrogazione parlamentare n. 5-10764 del 18 ottobre 2017 con oggetto: chiarimenti circa le modalità di calcolo della quota variabile della tariffa rifiuti (TARI)