Voluntary disclosure bis al via

Diffusa la circolare e rilasciata la versione definitiva dell’applicativo per calcolare sanzioni e interessi

I contribuenti che decidono di rimediare spontaneamente alle omissioni e alle irregolarità commesse fino al 30 settembre 2016 in materia di detenzione di attività finanziarie possono avvalersi, entro il 31 luglio 2017, della riapertura dei termini per l’accesso alla procedura di collaborazione volontaria per l’emersione e il rientro di capitali. C’è tempo fino al 30 settembre 2017, invece, per l’integrazione delle istanze, i documenti e le informazioni. Con la circolare n. 19/E l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulle modalità di accesso alla voluntary diclosure bis, introdotta dal D.L. n. 193 del 22 ottobre 2016.

VOLUTAB

La nuova voluntary e lo scambio di informazioni

La circolare n. 19/E, pubblicata oggi (13 giugno 2017), oltre a rinviare alle indicazioni contenute nelle circolari n. 10/E del 13 marzo 2015 (in “Finanza & Fisco” n. 1/2015, pag. 24), n. 27/E del 16 luglio 2015 (in “Finanza & Fisco” n. 14/2015, pag. 974), n. 30/E dell’11 agosto 2015 (in “Finanza & Fisco” n. 15/2015, pag. 1096) e n. 31/E del 28 agosto 2015 (in www.pianetafiscale.it – Area riservata agli abbonati), illustra e chiarisce le novità introdotte dalla normativa che disciplina la nuova edizione della voluntary disclosure.

L’opportunità di una riapertura dei termini per la regolarizzazione è stata indotta dalla scelta di offrire un’ulteriore opportunità derivante dall’evidenza che la lotta all’evasione fiscale internazionale è stata particolarmente intensificata, come dimostra l’impegno da parte delle Autorità fiscali dei Paesi più avanzati nell’elaborazione di strategie sempre più efficaci e condivise per contrastare gli illeciti tributari internazionali.

A ciò si aggiunge l’estensione della rete di accordi sullo scambio di informazioni in materia fiscale, contribuendo in tal modo ad ampliare l’elenco dei Paesi che, in caso di detenzione di investimento o di attività di natura finanziaria presso gli stessi, consentono ai contribuenti di beneficiare di specifiche agevolazioni previste dalla procedura di collaborazione volontaria.

Si allunga la lista dei Paesi per i quali risultano applicabili alcuni particolari benefici previsti dalla voluntary disclosure

Le modifiche normative introdotte dal D.L. n. 193/2016 consentono di estendere alcune agevolazioni spettanti nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria ai contribuenti che detengono investimenti o attività di natura finanziaria in Paesi cosiddetti black list che abbiano sottoscritto particolari accordi di scambio di informazioni, ai sensi dell’articolo 26 del modello OCSE o conformi al modello TIEA, entrati in vigore prima del 24 ottobre 2016. In virtù di tale novità, rispetto alla precedente edizione della collaborazione volontaria si è ampliato l’elenco dei Paesi che consentono di beneficiare delle ulteriori riduzioni delle misure sanzionatorie nonché della disapplicazione del raddoppio dei termini per l’accertamento e la contestazione delle violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale. In tale elenco oggi figurano anche Guernsey, Hong Kong, Isole Cayman, Isola di Man, Isole Cook, Jersey, Gibilterra, che hanno sottoscritto un accordo di scambio informativo in vigore alla data del 24 ottobre 2016.

Disponibile la versione definitiva del software di calcolo delle sanzioni

I soggetti interessati potranno provvedere spontaneamente al versamento delle somme dovute, a titolo di imposte, sanzioni ed interessi, entro il 30 settembre 2017. L’Agenzia chiarisce che è possibile ripartire il versamento in tre rate mensili di pari importo e che, in tal caso, il pagamento della prima rata deve essere effettuato comunque entro il 30 settembre 2017.

Per agevolare il calcolo delle somme da versare, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione un applicativo che permette ai contribuenti che aderiscono alla procedura di collaborazione volontaria di calcolare autonomamente le somme dovute al Fisco. L’applicativo è disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione servizi fiscali online – senza registrazione. La procedura, oltre ad effettuare il calcolo delle somme dovute a titolo di sanzioni ed interessi, fornisce le informazioni necessarie per la compilazione del relativo modello di pagamento F24. (Comunicato stampa Agenzia delle entrate del 13 giugno 2017)

Per saperne di più:

Il Modello e le istruzioniVoluntary disclosure bis ex articolo 7 decreto legge n. 193 del 2016 – (Link al sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it)

Modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria (aggiornato ai sensi del punto 4 del provvedimento del 3 febbraio 2017)

Istruzioni per la compilazione del modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria (aggiornato ai sensi del punto 3 del provvedimento del 3 febbraio 2017)

La versione definitiva del software di calcolo delle sanzioni

L’applicazione consente di calcolare le sanzioni e gli interessi dovuti dai contribuenti che intendono avvalersi della procedura di collaborazione volontaria (Voluntary-bis), provvedendo spontaneamente al versamento di quanto dovuto entro il 30 settembre 2017. È possibile effettuare il calcolo relativamente alle seguenti violazioni:

 


Autoliquidazione delle somme dovute per Voluntary disclosure-bis. Rilasciata la versione beta dell’applicativo per calcolare sanzioni e interessi

È online l’applicativo dell’Agenzia delle Entrate, in versione sperimentale, che permetterà ai contribuenti che aderiscono alla procedura di collaborazione volontaria di calcolare autonomamente le somme dovute al Fisco. Le Entrate, tenuto conto della complessità del calcolo delle sanzioni, hanno sviluppato una procedura che aiuterà i consulenti e i contribuenti nella determinazione degli importi sanzionatori dovuti in caso di autoliquidazione. L’applicativo, in fase di test ma già disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione servizi fiscali online – senza registrazione, permetterà di calcolare anche gli interessi sulle imposte dovute, applicando, dal giorno successivo a quello della scadenza originariamente prevista per il pagamento dell’imposta a cui si riferiscono fino alla data del versamento, i tassi agevolati stabiliti per la definizione agli inviti all’adesione.

L’applicazione consente di calcolare le sanzioni e gli interessi dovuti dai contribuenti che intendono avvalersi della procedura di collaborazione volontaria (Voluntary-bis), provvedendo spontaneamente al versamento di quanto dovuto entro il 30 settembre 2017. È possibile effettuare il calcolo relativamente alle seguenti violazioni:

Il calcolatore è al momento in fase di test ed è aperto ai suggerimenti dei contribuenti e dei consulenti, che potranno inviare le loro osservazioni via mail all’indirizzo dc.acc.sga@agenziaentrate.it.

La conclusione della sperimentazione e la piena funzionalità della procedura sarà comunicata con un avviso pubblicato nel sito www.agenziaentrate.gov.it,


Istanze per la nuova procedura di collaborazione volontaria (“voluntary-bis”). Dal 7 febbraio, aperti i canali per la trasmissione

Approvate in via definitiva con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 3 febbraio 2017, prot. n. 25749/2017 le specifiche tecniche per la trasmissione delle istanze per aderire alla nuova procedura di collaborazione volontaria (“voluntary-bis”) e integrate le istruzioni del modello di domanda. Si completa, quindi, il pacchetto in vista del prossimo 7 febbraio, quando si apriranno i canali per la trasmissione telematica delle istanze.

Il provvedimento si compone di 3 allegati:

1) specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi al modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria;

2) specifiche tecniche per la protocollazione della documentazione inviata nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria;

3) modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione.

Le modifiche alle istruzioni del modello di domanda

Modificate le istruzioni del modello di istanza per una gestione più semplice delle imposte sostitutive, dell’IVIE e dell’IVAFE e della relativa sanzione. In particolare, nella parte motiva del provvedimento si legge che le citate integrazioni “consentono di rendere più esaustive le indicazioni relative alla esposizione nel modello dei maggiori imponibili IRPEF, delle maggiori imposte e delle relative sanzioni nel caso in cui sia dovuto il contributo di solidarietà, nonché di precisare il trattamento nel modello della sanzione unica dovuta in caso di contestuale presenza nello stesso anno di imposte sostitutive, IVIE o IVAFE. Sono state altresì adeguate le istruzioni relative alla compilazione del campo in cui indicare il valore delle attività detenute in stati o territori a regime fiscale privilegiato che abbiano stipulato con l’Italia accordi che consentano un effettivo scambio di informazioni, entrati in vigore prima dell’articolo 7 del decreto legge n. 193 del 2016, alla previsione normativa del nuovo articolo 5-octies, comma 1, lettera h), del decreto legge 28 giugno 1990, n. 167”.

In apertura il canale per l’invio

A partire da martedì 7 febbraio 2017 si aprirà il canale telematico attraverso il quale i professionisti abilitati che rientrano nell’elenco contenuto nel D.P.R. n. 322/1998 e nei successivi decreti attuativi, compresi gli avvocati e gli iscritti nel registro dei revisori contabili, potranno inviare all’Agenzia delle Entrate le richieste di accesso alla procedura. I contribuenti che, per accedere alla collaborazione volontaria disciplinata dal D.L. n. 193/2016, hanno nel frattempo inviato il “vecchio” modello approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia n. 13193 del 30 gennaio 2015, a seguito dell’apertura del canale telematico dovranno provvedere a trasmettere il “nuovo” modello pubblicato sul sito delle Entrate. In questo caso, nel modello dovrà essere barrata la casella “Istanza trasmessa in precedenza”.

Link al testo del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 3 febbraio 2017, prot. n. 25749/2017: «Approvazione delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi al modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria, ai sensi dell’articolo 7 del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, e modifiche alle istruzioni per la compilazione del modello»

I Modello e istruzioniVoluntary disclosure bis ex articolo 7 decreto legge n. 193 del 2016 – (Link al sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it)

Modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria (aggiornato ai sensi del punto 4 del provvedimento del 3 febbraio 2017)

Istruzioni per la compilazione del modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria (aggiornato ai sensi del punto 3 del provvedimento del 3 febbraio 2017)

Link al software di compilazione – Voluntary disclosure (articolo 7 decreto legge n.193 del 2016)

Il software Istanza di collaborazione volontaria consente la compilazione del Modulo di Richiesta di Accesso alla Procedura di Collaborazione Volontaria, per gli anni dal 2004 al 2015, ai sensi dell’ art. 7 del D.L. n. 193/2016, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 225/2016. Il presente modello può essere utilizzato dai contribuenti che intendono avvalersi della riapertura dei termini della procedura di collaborazione volontaria per regolarizzare le violazioni commesse fino al 30 settembre 2016.


Voluntary-bis. Approvato il nuovo modello con le istruzioni

Pronto il modello definitivo con le istruzioni per aderire alla procedura di collaborazione volontaria, i cui termini sono stati riaperti dall’articolo 7 del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, conv. con mod., dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225. Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate 30 dicembre 2016, Prot. n. 233984/2016, ha infatti approvato sia il modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria di cui all’articolo 7 del decreto legge n. 193 del 2016, sia le modalità di presentazione della richiesta e della relativa documentazione. Il provvedimento si compone di n. 4 allegati:

  • modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria;
  • istruzioni per la compilazione del modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria;
  • specifiche tecniche per l’invio della relazione di accompagnamento e della documentazione tramite posta elettronica certificata ed elenco degli indirizzi PEC degli uffici competenti alla ricezione;
  • format per la redazione della relazione di accompagnamento e per la predisposizione della documentazione ai sensi dell’art. 5-quater, lett. a), del decreto legge n. 167 del 1990 e dell’art. 1, comma 3, lett. a), della legge n. 186 del 2014.

Come e quando presentare la richiesta

Il modello sarà presentato online tramite Entratel o Fisconline, utilizzando il software “Richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria”, che sarà reso disponibile gratuitamente sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

La data di apertura del canale telematico per la trasmissione del modello sarà comunicata mediante pubblicazione sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

In attesa dell’apertura del canale telematico per l’invio del nuovo modello, coloro che intendono inviare l’istanza di accesso alla nuova procedura di collaborazione volontaria, possono utilizzare il “vecchio” modello di istanza approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 13193 del 30 gennaio 2015 e trasmetterlo esclusivamente per via telematica con le modalità previste al punto 4 del citato provvedimento.

Inoltre possono inviare via Pec, con le modalità indicate ai sensi del punto 7 del Provvedimento del 30 gennaio 2015, una prima relazione di accompagnamento con l’indicazione dei dati e delle informazioni non previste nell’attuale modello come, ad esempio, quelli relativi alle annualità 2014 e 2015.

Dove si trova il modello – Il nuovo modello e le istruzioni sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it, nella sezione “Modelli”. (Cfr. comunicato stampa Agenzia delle entrate del 2 gennaio 2017)

Link al provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate 30 dicembre 2016, Prot. n. 233984/2016, recante: «Approvazione del modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria ai sensi dell’articolo 7 del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225 e modalità attuative»

Per saperne di più:


Voluntary disclosure bis. Possibile utilizzare il vecchio modello di istanza

Il D.L. n. 193 del 22 ottobre 2016, pubblicato ieri nella Gazzetta Ufficiale n. 249, dispone la riapertura dei termini di accesso alla procedura di collaborazione volontaria previsti dalla legge n. 186 del 2014. Fino al 31 luglio 2017 potranno essere inviate le domande per regolarizzare le violazioni commesse entro il 30 settembre 2016.

Inoltre, l’integrazione delle istanze, i documenti e le informazioni (articolo 5-quater, comma 2, lettera a) potranno avvenire fino al 30 settembre 2017. I soggetti interessati potranno provvedere spontaneamente al versamento di quanto dovuto fino al 30 settembre 2017 o in tre rate mensili di pari importo con pagamento della prima rata comunque entro il 30 settembre 2017.

Cosa prevede il decreto articolo 7)

La nuova norma prevede che le domande siano presentate secondo modalità previste da un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che sarà emanato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 193 del 2016.

Tuttavia, coloro che intendono inviare già a partire da oggi l’istanza di accesso alla nuova procedura di collaborazione volontaria, possono utilizzare il “vecchio” modello di istanza approvato con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 13193 del 30 gennaio 2015 e trasmetterlo esclusivamente per via telematica con le modalità previste al punto 4 del provvedimento.

Inoltre possono inviare via Pec, con le modalità indicate ai sensi del punto 7 del Provvedimento del 30 gennaio 2015, una prima relazione di accompagnamento con l’indicazione dei dati e delle informazioni non previste nell’attuale modello come, ad esempio, quelli relativi alle annualità 2014 e 2015. (Così, comunicato stampa Agenzia della entrate del 25 ottobre 2016)

Per saperne di più:


Voluntary disclosure: 3,8 miliardi di gettito e oltre 129mila istanze. Il bilancio dell’operazione presentato al Mef

Circa 3,8 miliardi di euro nelle casse dello Stato dalla voluntary disclosure, la procedura di collaborazione volontaria per l’emersione dei capitali detenuti all’estero: è il gettito stimato, al netto degli interessi, applicando aliquote medie prudenziali agli oltre 59 miliardi e 500 milioni di euro di attività per le quali è stata chiesta la regolarizzazione.

Il gettito effettivo sarà determinato dall’attività di accertamento, ad opera dell’Agenzia delle Entrate, sulle istanze presentate. L’operazione, avviata un anno fa con la legge n. 186/2014, si è chiusa alla mezzanotte del 30 novembre scorso con oltre 129mila domande inviate.

I dati sono stati presentati il 9 dicembre 2015 nel corso di una conferenza stampa tenutasi al Ministero dell’Economia e delle Finanze a cui hanno partecipato il Vice Ministro, Luigi Casero, il Consigliere del Ministro per le politiche fiscali, Vieri Ceriani, il Direttore generale del Dipartimento Finanze del Mef, Fabrizia Lapecorella, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi.

Delle 129.565 istanze trasmesse, 127.348 riguardano la disclosure internazionale, 1.507 quella nazionale, ossia la regolarizzazione di capitali detenuti in Italia ma non dichiarati, e 710 entrambe. Degli oltre 59,5 miliardi di euro di attività svelate al Fisco, quasi il 70% (circa 41,5 miliardi) proviene dalla Svizzera.

Le istanze sono state inviate da contribuenti residenti in tutte le regioni italiane, dalle 63.580 della Lombardia alle 88 della Basilicata. A differenza di quanto previsto da misure di emersione adottate nel passato, aderendo alla procedura il contribuente è tenuto a versare integralmente le imposte e gli interessi, con la riduzione delle sole sanzioni. Inoltre, il contribuente di fatto autodenuncia la propria posizione fiscale, che viene inevitabilmente posta al setaccio dell’Amministrazione finanziaria. Una impostazione completamente nuova che si innesta in un processo, avviato a livello internazionale, di collaborazione e trasparenza destinato a rivoluzionare le dinamiche globali di contrasto all’evasione fiscale.

Svizzera capofila dei rimpatri – Nel dettaglio, il valore delle attività emerse con la procedura di disclosure ammonta a 59.578.928.219 euro, il gettito dalla regolarizzazione viene valutato in base alle istanze intorno ai 3,8 miliardi. Considerando gli interessi l’introito finale potrà facilmente raggiungere circa 4 miliardi. Alla stima, prudenziale, dei 3,8 miliardi si giunge sommando le seguenti voci: imposte sui redditi per oltre 704 milioni, imposte sostitutive per circa 1,2 miliardi, Iva per più di 54 milioni, Irap per quasi 34 milioni di euro, ritenute per oltre 15 milioni e contributi per 96 milioni. A questi importi si aggiungono sanzioni relative a violazioni della normativa sul monitoraggio fiscale per 1 miliardo e 379 milioni di euro e altre sanzioni per oltre 322 milioni di euro. Le attività estere provengono per lo più dai seguenti Paesi: Svizzera (69,6%), Principato Di Monaco (7,7%), Bahamas (3,7%), Singapore (2,3%), Lussemburgo (2,2%) e San Marino (1,9%).

Domande a quota 129mila, 66mila solo negli ultimi due mesi – Sono 129.565 le istanze pervenute all’Agenzia delle Entrate alla mezzanotte del 30 novembre scorso. Di queste, 63.251 sono state presentate entro il 30 settembre (il termine previsto prima della proroga stabilita con il D.L. n. 153/2015 convertito dalla Legge n. 187/2015) e 66.314 dal 1° ottobre al 30 novembre, ultimo giorno per aderire alla procedura. Sul totale delle domande trasmesse, più di 28mila riguardano attività di importo complessivo tra 300mila e 3 milioni di euro; circa 23mila sono relative a importi compresi tra 60mila e 150mila euro, mentre sono state presentate 326 istanze per la fascia più elevata, quella relativa ad attività di valore superiore a 15 milioni di euro.

Cambia il rapporto Fisco-contribuenti – Ma i numeri non valgono da soli a cogliere la reale portata della misura. La collaborazione volontaria rappresenta una procedura spartiacque rispetto al passato, anche relativamente recente, e un radicale cambio di passo. Finita l’era del segreto bancario, il rapporto tra Fisco e contribuenti riparte quindi da un rinnovato dialogo che si baserà essenzialmente sulla fiducia: da una parte il cittadino, che svela volontariamente dati, informazioni e provenienze dei volumi nascosti all’estero, dall’altro l’Agenzia, che si prepara a curare una ad una le istanze, in contraddittorio con il contribuente stesso. Per agevolare le operazioni l’Agenzia delle Entrate ha diffuso quattro circolari esplicative al fine di dissipare le eventuali incertezze degli operatori e gli uffici sono già al lavoro per garantire un attento esame delle richieste di adesione.

Le circolari pubblicate:


Voluntary disclosure: dal 10 novembre le istanze saranno assegnate al Centro operativo di Pescara

Voluntary disclosure: dal 10 novembre le istanze saranno assegnate al Centro operativo di Pescara

A partire martedì prossimo, 10 novembre, le istanze presentate per la prima volta per aderire alla procedura di collaborazione volontaria per il rientro dei capitali detenuti all’estero sono assegnate al Centro operativo di Pescara. I contribuenti dovranno inviare la relazione di accompagnamento e la documentazione correlata, esclusivamente tramite posta elettronica certificata, all’indirizzo vd.cop@postacert.agenziaentrate.it. La Direzione Provinciale di Bolzano continuerà comunque a mantenere la propria competenza per la gestione delle istanze anche se presentate dopo il 10 novembre. È quanto stabilisce il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, prot. n. 2015/142716 emanato il 6 novembre 2015.

Nel dettaglio nel provvedimento sull’attribuzione della gestione delle istanze di accesso alla procedura di collaborazione volontaria, disciplinata legge 15 dicembre 2014, n. 186, presentate, per la prima volta, a decorrere dal 10 novembre 2015” si statuisce:

«1.1. E’ attribuita al Centro operativo di Pescara la gestione delle richieste di accesso alla procedura di collaborazione volontaria, presentate per la prima volta a decorrere dal 10 novembre 2015;

1.2. La relazione di accompagnamento e la documentazione a corredo di cui al punto 7) del Provvedimento del 30 gennaio 2015, prot. n. 2015/13193, (in “Finanza & Fisco” n. 38/2014, pag. 2724), sono trasmesse, secondo le modalità descritte nell’allegato n. 3 del citato Provvedimento, esclusivamente mediante posta elettronica certificata alla casella del Centro operativo di Pescara vd.cop@postacert.agenziaentrate.it;

1.3. Resta ferma la gestione delle istanze da parte della Direzione Provinciale di Bolzano, in ragione del criterio individuato al punto 7.3) del Provvedimento del 30 gennaio 2015, anche per quelle presentate per la prima volta a decorrere dal 10 novembre 2015;

1.4. Con successivo provvedimento saranno assegnate al medesimo Centro operativo le ulteriori attribuzioni per la gestione del complessivo procedimento e per gli ulteriori adempimenti connessi alla gestione delle istanze di cui al punto 1.1.».

Inoltre, nelle motivazioni del Provvedimento in esame si legge che “nell’ottica di agevolare il rapporto con i contribuenti, sarà inoltre prevista la possibilità, su istanza del contribuente, di effettuare eventuali fasi del procedimento in contradditorio presso altre sedi dell’Agenzia”.

Si ricorda, in estrema sintesi, che il decreto legge 30 settembre 2015, n. 153, (Approvato dal Senato della Repubblica il 28 ottobre 2015, ora all’esame della Camera dei deputati – A.C. 3386), per effetto delle modifiche apportate al Senato dispone che:

  • la gestione delle istanze di collaborazione volontaria presentate per la prima volta a decorrere dal 10 novembre 2015 viene attribuita ad una specifica articolazione dell’Agenzia delle entrate da individuare con provvedimento del Direttore dell’Agenzia medesima;
  • ai fini della voluntary disclosure, l’esonero dagli obblighi dichiarativi, previsto in favore dei lavoratori frontalieri per il conto corrente estero su cui sono accreditati lo stipendio o altri emolumenti, si estende anche agli eventuali cointestatari o beneficiari di procure e deleghe sul conto stesso;
  • si assoggettano ad aliquota del 5 per cento, ai fini delle imposte dirette, anche le prestazioni erogate dai diversi enti o istituti svizzeri di prepensionamento.

Di rilievo, le novità introdotte dall’articolo 2, comma 1, lettera a), n. 2, deldecreto legge 30 settembre 2015, n. 153 (in corso di conversione in legge) nel sostituire il comma 5 del articolo 5-quaterdecreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, che reca  appunto i termini e modalità di accesso alla procedura. Per effetto delle novelle:

  • il termine per accedere alla procedura è prorogato dal 30 settembre al 30 novembre2015;
  • l’istanza può essere integrata entro il 30 dicembre 2015 (Entro lo stesso termine possono essere presentati i documenti e le informazioni posti a corredo dell’istanza di cui al comma 1, lettera a) dell’articolo 5-quater, comma 1, lettera a) del D.L. n. 167 del 1990);
  • con riferimento agli elementi e alle annualità relativi alla voluntary, è previsto lo slittamento al 31 dicembre 2016 dei termini di decadenza per l’accertamento e per la notifica dell’atto di contestazione delle sanzioni che scadono dal 31 dicembre 2015.

 Per saperne di più: